«Virus respiratorio sinciziale, Italia unita nella prevenzione»

Esposito (Azienda Ospedaliera UniPr): «quest'anno niente disparità tra regioni. Grazie a nirsevimab -80% di ricoveri»

24 Ottobre 2025 a cura di
vaccino, neonato

«Quest’anno vediamo un’Italia finalmente unita nella prevenzione delle infezioni da virus respiratorio sinciziale. Non ci saranno, perciò, quelle diseguaglianze tra regioni che hanno caratterizzato la scorsa stagione, in cui la prevenzione con Nirsevimab, un nuovo anticorpo monoclonale estremamente efficace per prevenire bronchioliti, polmoniti e altre infezioni nel primo anno di vita, finalmente non ci saranno. Quindi, le disuguaglianze che hanno caratterizzato la stagione 2024-25 verranno meno grazie a una posizione uniforme in cui un contributo molto rilevante è stato dato dalle linee guida della Società italiana di pediatria e della Società italiana di neonatologia».

Lo ha spiegato  la direttrice della clinica pediatrica all’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma e professoressa ordinaria di Pediatria all’Università di Parma, Susanna Esposito, a margine del XXXVII Congresso nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) dal titolo “Essere pediatri in un mondo che cambia”, in corso a Napoli.

«Lo scorso anno – ha proseguito – grazie al Nirsevimab, questo nuovo anticorpo monoclonale che viene somministrato a tutti i nuovi nati, nelle regioni in cui la profilassi è stata utilizzata in modo universale si è osservato fino all’80% della riduzione del carico dei ricoveri. La prevenzione universale è importante perché lo scorso anno abbiamo visto regioni che hanno prescritto questo anticorpo solo ai nati in stagione di circolazione del virus e altre che hanno visto la somministrazione anche ai nati fuori stagione, dimostrando che la somministrazione anche ai nati fuori stagione, non solo a quelli nati in stagione, ha vantaggi enormi sulla riduzione dei ricoveri e degli accessi in terapia intensiva. Parliamo di vantaggi che hanno raggiunto punte superiori all’80%. Quindi – ha concluso Esposito – il fatto che l’Italia sia unita è un grandissimo traguardo, perché possiamo evitare disuguaglianze nell’offerta e possiamo garantire ai bambini italiani una prevenzione assolutamente uniforme».

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Fonte: Dire
(Ph. Shutterstock)