«Serve una riforma del sistema degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico». A chiederlo è Giovanni Apolone, Direttore Scientifico Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ospite della seconda giornata del SALUTE WEB FEST.
Dalla sua istituzione nel 1928 a oggi, IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è protagonista di grandi traguardi clinici e sanitari, e continua a essere punto di riferimento nella ricerca oncologica. Ma il prof. Apolone ha spiegato: «Soprattutto la ricerca oncologica non si può più condurre all’interno di un unico istituto. Collaborazioni e creazioni di network con altri centri è ad oggi una condizione sine qua non per portare avanti una buona ricerca che può essere trasferita quanto prima sui pazienti. E sostengo questo nonostante l’Istituto del quale faccio parte resta il primo in termini di qualità e il primo dei 12 IRCCS italiani».
Cosa vuol dire curare il cancro? Alla domanda il Direttore Scientifico risponde: «Vuol dire usare al meglio le armi che abbiamo. Non soltanto i farmaci -sottolinea –, ma anche la chirurgia e la radioterapia. Quasi tutti i pazienti usano tutte e 3 le opportunità. Bisogna puntare a una terapia personalizzata, come dei farmaci target o i nuovi farmaci immunologici dei quali disponiamo. Abbiamo ottenuto sinora grandi risultati e in pazienti con malattie che una volta forse non curavamo neppure».
Per il progresso nella ricerca e nella scienza occorrono però fondi e investimenti. Ma, come sottolinea Apolone, «è ben noto che l’Italia investe molto poco in ricerca. Paesi con cui confiniamo come la Germania investono 3 volte tanto. Abbiamo il più basso numero di ricercatori in 100mila abitanti, i nostri sono oltretutto tra i più anziani tra i ricercatori europei e percepiscono i salari più bassi. Sarebbe necessario fare 2 cose: aumentare il budget per la ricerca e riformare. Ma serve anche un maggior coordinamento. La ricerca non è democratica, ma questo perché non si può non riconoscere l’eccellenza di alcuni centri. Ecco perché bisognerebbe creare un sistema hub e spoke, basato su seri bisogni di ricerca sperimentale».




