Arriva a Milano, domani, lunedì 19 ottobre lo screening gratuito congiunto Covid-19/Epatite C, arma particolarmente efficace per riattivare in pieno il circuito della prevenzione. La conferma giunge dal successo del roadshow che abbina i test contro due patologie importanti e di estrema attualità. La tappa conclusiva si fermerà in piazza Cadorna, dove, dalle 9,30 del mattino (prenotazioni dei test fino alle 12,30) sarà installato il laboratorio mobile cuore dell’iniziativa promossa dall’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato – AISF e dalla Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT, con il patrocinio dell’Associazione dei Pazienti EpaC Onlus. L’organizzazione è a cura della società di consulenza manageriale in ambito healthcare MA Provider, con il contributo non condizionato dell’azienda farmaceutica Abbvie.
Il tour nazionale, partito da Roma lo scorso agosto, ha toccato Napoli e Salerno a fine settembre, e ha fatto tappa a Bergamo sabato 17 ottobre, riscuotendo ovunque grande consenso. Accanto al Covid, l’Epatite C è al centro dell’attenzione per il premio Nobel da pochi giorni attribuito agli scienziati Alter, Houghton e Rice che ne hanno identificato e isolato il virus, principale causa di cirrosi e cancro del fegato, aprendo la strada alla realizzazione dei farmaci che oggi rendono possibile la cura.
L’idea del doppio test ha tratto origine dalle attività che AISF e SIMIT insieme con EpaC Onlus svolgono con la sigla ACE – Alleanza contro le Epatiti. Si rivela la soluzione più idonea, dopo che diversi studi hanno fatto emergere una riduzione di oltre il 90% dei trattamenti durante il lockdown. Il test congiunto è esplicitamente indicato come opportuno anche nel documento conclusivo dell’ “Indagine conoscitiva in materia di politiche di prevenzione ed eliminazione dell’epatite C”, approvato all’unanimità in XII Commissione “Affari Sociali” della Camera dei Deputati, lo scorso 11 giugno: può infatti costituire un primo step per ampliare gli screening e far emergere il “sommerso”, al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato dall’OMS di eradicare la patologia entro il 2030. Risultato che si potrà raggiungere grazie ai nuovi farmaci antivirali ad azione diretta (DAA) per il trattamento dell’Epatite C, che permettono di eradicare il virus in maniera definitiva, in tempi rapidi e senza effetti collaterali.
L’abbinamento di patologie diverse in un solo test si rivela la soluzione più adatta: «Disegnare campagne di screening mirate sulle persone asintomatiche sfruttando l’opportunità di agganciarsi ad altri percorsi già disponibili (Covid, Neoplasia della mammella, tumore del colon) è la strategia che dobbiamo implementare nella realtà italiana», ha dichiarato Alessio Aghemo, Professore associato di Gastroenterologia, Dipartimento Scienze Biomediche della Humanitas University, componente del Direttivo AISF.
«L’offerta gratuita dei test rapidi per entrambe le diagnosi di infezione è un’occasione da non perdere ̶ commenta Stefano Fagiuoli, Direttore dell’UOC Gastroenterologia, Epatologia e Trapiantologia e del Dipartimento di Medicina Specialistica e dei Trapianti dell’ ASST Papa Giovanni XXIII ̶ . Il primo obiettivo è la sensibilizzazione: in particolare per HCV si punta all’attenzione di istituzioni e popolazione verso un programma di implementazione dello screening, già approvato come norma di legge, ma in attesa dei decreti attuativi».
«Con questo progetto EpaC Onlus è voluta passare dalle parole ai fatti e implementare, in un progetto pilota, quanto raccomandato nelle indicazioni del Documento conclusivo dell’Indagine conoscitiva in materia di politiche di prevenzione ed eliminazione dell’Epatite C» ha commentato il Presidente di EpaC Onlus Ivan Gardini.




