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SPECIALE SALUTE WEB FEST

Procreazione, andrologo Foresta: «Giovani prestino attenzione agli stili di vita»

Il Direttore del Centro di Crioconservazione: «Attenzione anche all'ambiente esterno, pieno di ostacoli»

6 Maggio 2021

Come si diventerà genitori negli anni a venire? Quali sono le regole che una giovane coppia deve seguire per la procreazione? A questi quesiti ha risposto nel corso del suo intervento al SALUTE WEB FEST il prof. Carlo Foresta, andrologo e direttore UOC di Andrologia e Medicina della Riproduzione Azienda Ospedaliera di Padova.

 

«L’ambiente riveste un ruolo molto importante nella regolazione del sistema riproduttivo – ha spiegato il Direttore del Centro di Crioconservazione –, e forse più per quanto riguarda quello maschile che femminile. Questo perché lo spermatozoo si rigenera continuamente e quindi qualsiasi forma di alterazione, e sono tante, ne può alterare la fertilità. I giovani devono avere una particolare attenzione agli stili di vita, soprattutto se legati all’assunzione di droga, fumo, etc. Ma c’è anche un altro fattore, legato all’attività fisica che, se praticata in maniera non equilibrata, può rappresentare un rischio; altro fattore di rischio è l’uso di anabolizzanti, ad esempio».

 

L’indice di fertilità nella popolazione si è di molto abbassato rispetto a 50 anni fa, spiega Foresta «anche perché la si cerca sempre più in età avanzata».

 

Fondamentale quindi, secondo quanto dichiara l’esperto, è la prevenzione. Ma guardando al futuro della procreazione, «già esiste un atteggiamento di prevenzione del maschio – spiega -, che consiste nel chiedere la crioconservazione degli spermatozoi a 20 anni. Adesso più di qualche ragazzo chiede la conservazione perché non sa come sarà la sua conservazione a 40 anni. La prevenzione a tal proposito è molto importante. Io ribadisco che a 18 anni un esame del liquido seminale dovrebbe essere offerto a tutti. Ma l’ambiente esterno anche interferisce, e di molto: tanti sono gli inquinanti che ostacolano la procreazione, ad esempio».

 

Da oltre 15 anni «nel Veneto proponiamo un progetto di prevenzione andrologica e lo proponiamo a chi frequenta l’ultimo anno del liceo – spiega Foresta  ̶ . Su 20mila ragazzi l’anno, il 30% di questi, ed è una percentuale molto elevata, presenta ogni anno alterazioni del liquido seminale».

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