«Si parla con enorme interesse del vaccino russo Sputnik. Non si comprende perché mai dovrebbe interessarci proprio questo vaccino e non quello di Johnson&Johnson». A domandarselo, in un post su Facebook, è l’immunologa Antonella Viola, che spiega: «Entrambi si basano sullo stesso vettore antivirale, AD26. La produzione è praticamente identica, solo che con J&J sappiamo che funziona e che basta una sola somministrazione, mentre con Sputnik dovremmo fidarci a scatola chiusa e fare anche una seconda dose».
«Se siamo in grado di produrre questi vaccini – afferma la scienziata – allora puntiamo sul vaccino adenovirale giusto! Ad oggi, nel rapporto costi e benefici, vince senza ombra di dubbio J&J».




