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Vivere sani

Vivere in sicurezza la bella stagione: le linee guida per prevenire il melanoma

In Italia il melanoma è il terzo tumore che più frequentemente si manifesta sotto i 50 anni, in entrambi i sessi

28 Maggio 2024

L’arrivo della bella stagione porta inevitabilmente a trascorrere più tempo all’aria aperta: che si prediliga il mare o la montagna, l’estate è infatti la stagione delle vacanze, del sole e del relax. Proprio in occasione del mese per la prevenzione del melanoma, OncoPrecision, il portale di riferimento per la promozione e divulgazione dell’oncologia di precisione, ha scelto di dedicare un approfondimento al melanoma cutaneo, condividendo alcune linee guida utili per prevenirlo e per curarlo.

«In Italia il melanoma è il terzo tumore che più frequentemente si manifesta sotto i 50 anni, in entrambi i sessi – commenta Sergio Del Bianco, Direttore Scientifico di OncoPrecision – Nel corso del 2023, sono state effettuate circa 12.700 nuove diagnosi: è vero che il melanoma rappresenta solo il 5% delle neoplasie della pelle, però è la tipologia più aggressiva ed è diventato particolarmente comune tra i giovani adulti di età inferiore ai 30 anni. Proprio per questo riteniamo che l’informazione abbia un ruolo di fondamentale importanza e che sia indispensabile sensibilizzare sull’importanza della prevenzione».

 

Melanoma: cos’è, da cosa è causato, come curarlo e prevenirlo

Il melanoma cutaneo è l’esito della trasformazione tumorale di alcune cellule della pelle che, insieme ad altre, sono responsabili della produzione di melanina, un pigmento che protegge il nostro corpo dagli effetti dannosi del sole. Il primo fattore di rischio per l’insorgenza del melanoma cutaneo è proprio l’esposizione eccessiva e ripetuta alla luce ultravioletta (UV) derivante dai raggi solari, in particolare se concentrata in brevi periodi. Questa, soprattutto in giovane età, rappresenta un pericolo perché può causare danneggiamenti al DNA delle cellule della pelle e, con il tempo, può essere responsabile dell’insorgere di melanomi.

Tra le cause principali della formazione del melanoma cutaneo vi sono senza dubbio lampade e lettini solari, in quanto si tratta di sorgenti artificiali di raggi ultravioletti che andrebbero evitati soprattutto se vi si ricorre senza protezione solare. Esistono poi ulteriori fattori di rischio, come la familiarità o la predisposizione genetica: ad esempio, sono più esposti gli individui caucasici e, in particolare, le persone con lentiggini, molti nei e quelle con occhi, capelli e pelle chiara, oltre a coloro che hanno riportato scottature solari importanti, specialmente se in età pediatrica.

 

Diagnosticare e prevenire un melanoma cutaneo

La modificazione dell’aspetto di un neo – per forma, colore e dimensione – o la comparsa di uno nuovo, sono due fattori che possono destare sospetto. Generalmente, infatti, nel caso si stia sviluppando il melanoma, un neo assume una forma irregolare, con bordi indistinti, colore variabile, sfumature e dimensioni maggiori rispetto allo stato di regolarità. Inoltre, può meritare un approfondimento un neo che sanguina, che causa prurito o che è circondato da un nodulo o da un’area arrossata.

In ottica di prevenzione, un periodico autoesame della pelle può essere sufficiente per identificare nuove lesioni o nei in cambiamento e può risultare funzionale per rivolgersi per tempo a uno specialista che, con una visita completa e il supporto di particolari tecniche di ingrandimento e illuminazione della pelle, può valutare la storia familiare e la presenza di sintomatologie connesse al melanoma cutaneo. La diagnosi certa di melanoma cutaneo richiede comunque la biopsia escissionale, un esame dedicato attraverso cui si preleva chirurgicamente la lesione sospetta e la si analizza a livello microscopico.

 

Le diverse opzioni di cura del melanoma e l’affermarsi dell’immunoterapia

Il melanoma cutaneo può essere trattato con terapie differenti. Il primo approccio è l’intervento chirurgico con cui si asporta il tessuto malato e parte di quello sano circostante, in modo da avere la certezza di eliminare tutte le cellule tumorali. Talvolta vengono rimossi chirurgicamente anche i linfonodi sentinella, ossia quelli alimentati direttamente dal tumore, o viene prescritto un trattamento medico preventivo. In casi specifici, ossia in presenza di metastasi ossee o cerebrali sintomatiche, si rende necessario il ricorso alla radioterapia con lo scopo di integrarla agli altri trattamenti, oppure come palliativo per i sintomi.

Negli ultimi anni, si è affermata sempre più l’immunoterapia che, grazie a particolari farmaci, riesce a ripristinare la risposta immunitaria dell’organismo contro le cellule tumorali. Infine, esistono delle terapie dette loco-regionali, che permettono di isolare parti specifiche del corpo – come, ad esempio, gli arti – che vengono colpite con una somministrazione mirata e consistente di farmaci. Nel caso del melanoma, le terapie loco-regionali più comuni sono la perfusione isolata dell’arto e l’elettrochemioterapia.

 

L’importanza della prevenzione tutto l’anno

«Questo tumore andrebbe prevenuto tutto l’anno, sebbene l’estate sia il momento di maggiore esposizione al sole. Una semplice e non invasiva visita dermatologica periodica è raccomandabile almeno dai 18 anni, in assenza di predisposizioni particolari individuali. L’abitudine all’autoesame può già fare la differenza: è un’accortezza che aiuta ad arginare il rischio di insorgenza del melanoma o ad intercettarne per tempo i segnali. La prevenzione deve riguardare anche pratiche come l’epilazione laser e i tatuaggi: è buona norma, prima di ricorrervi, consultare uno specialista che possa trarre le opportune valutazioni ed escludere una specifica predisposizione all’insorgenza di tale malattia», conclude Ilaria Ricozzi, medico chirurgo specializzato in dermatologia di OncoPrecision.

 

(ph: Shutterstock)

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