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Variante Omicron: ecco perché la presenza in Italia potrebbe essere sottostimata

Maruotti (LUMSA): «Basta vedere i casi, lo dice anche ISS»

22 Dicembre 2021

«Purtroppo la flash survey, questa nuova indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, ha dei buchi metodologici, oltre ad essere fatta su un numero molto limitato di tamponi processati. Questo è un problema atavico che ci portiamo dietro fin dall’inizio della pandemia: non riusciamo a processare e sequenziare un numero di tamponi sufficienti per avere delle informazioni molto dettagliate». Lo afferma Antonello Maruotti, ordinario di Statistica presso l’università LUMSA di Roma, ai microfoni di “Radio Anch’io” su Radio Rai 1.

«La Danimarca, che è stata la prima a riaprire e ha subìto una nuova forte ondata, sequenzia in modo massivo i tamponi positivi. Noi dati così dettagliati non ce li abbiamo. Ci basiamo su una flash survey con dei problemi, che vengono messi nero su bianco dallo stesso ISS: il campionamento che viene effettuato potrebbe non essere casuale. Inoltre noi abbiamo solamente 70 laboratori che partecipano a questa piattaforma dell’ISS che, come ha detto anche Rasi il consigliere scientifico del generale Figliuolo, sono troppo pochi per tenere sotto controllo il sequenziamento» rimarca Maruotti.

 

«Il dato rilevato attualmente in Italia, di una presenza molto bassa di Omicron potrebbe essere ampiamente sottostimato, basta vedere l’andamento dei casi: c’è stato un momento, circa due o tre settimane fa, in cui la curva ha cominciato a cambiare la pendenza, invece di arrivare al cosiddetto picco d’incidenza relativo alla variante Delta, ha puntato verso l’alto e ha ripreso a correre molto velocemente. Questo andamento stride con la stima di prevalenza della variante Omicron proposta nella flash survey» conclude il professor Maruotti.

 

Fonte: Dire

(ph: Shutterstock)

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