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Vaccino Covid: Ue pubblica contratti con Pfizer e Moderna, pioggia di omissis 

Accordi con numerosissime parti sbianchettate e largamente omesse

30 Marzo 2021

La Commissione Europea ha pubblicato sul suo sito gli accordi di acquisto anticipato di vaccini anti-Covid siglati con Pfizer-BioNTech e con Moderna, in linea con la promozione della “trasparenza”, nonché il contratto di acquisto siglato con Pfizer del febbraio 2021, con cui l’Ue si è assicurata altri 300 mln (200 mln più un’opzione per altri 100 mln) di dosi di vaccino.

I contratti tuttavia sono largamente coperti da omissis, come già l’accordo di acquisto anticipato siglato con AstraZeneca. Nel contratto di acquisto siglato quest’anno con Pfizer, per esempio, come pure nell’accordo di acquisto anticipato siglato l’anno prima con la casa Usa, è secretata addirittura la definizione di “Best reasonable effort”, come pure gran parte della definizione di “force majeure”.

 

Sbianchettati anche buona parte del capitolo dedicato alla fornitura del prodotto e al meccanismo di fornitura, nonché due terzi del capitolo “deroghe”, in cui la Commissione “riconosce (…) che gli sforzi del produttore di continuare a sviluppare il vaccino sono aspirazioni per natura e soggetti a considerevole rischio ed incertezza”.

 

Pertanto, “le parti riconoscono che il vaccino potrebbe non essere consegnato pienamente secondo il calendario”, per diversi motivi. Seguono due paragrafi completamente sbianchettati. Segreto, naturalmente, il prezzo concordato, che però secondo la tabella pubblicata a suo tempo su Twitter dalla sottosegretaria al Bilancio del Belgio Eva de Bleeker dovrebbe essere di 12 euro a dose per Pfizer/BioNtech.

 

I prezzi indicati da quella tabella, mai smentita dalla Commissione, vanno considerati però indicativi, perché per AstraZeneca veniva segnato un prezzo di 1,78 euro a dose, ma la dg Salute Sandra Gallina ha detto che è superiore. Quasi completamente secretato è il capitolo che riguarda gli indennizzi. L’unica cosa che si legge in chiaro è che “la Commissione, per conto degli Stati membri, dichiara che l’uso dei vaccini (…) avverrà in condizioni di epidemia (…) e che la somministrazione dei vaccini sarà quindi condotta sotto l’esclusiva responsabilità degli Stati membri partecipanti”.

 

Seguono altre due pagine e mezza che sono completamente omissate. Idem dicasi per il capitolo, delicatissimo, che riguarda la responsabilità giuridica e le eventuali limitazioni della stessa, anch’esso largamente coperto da omissis. Si sa che, nei negoziati con Pfizer, come ha detto esplicitamente Sandra Gallina in audizione in commissione Envi al Parlamento Europeo, uno dei nodi principali è stata proprio la responsabilità giuridica, nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto.

 

Mentre altri Paesi, come Usa e Regno Unito, hanno scelto la strada dell’autorizzazione di emergenza, che trasferisce le responsabilità in capo allo Stato, l’Ue ha preferito l’autorizzazione alla commercializzazione, che fornisce maggiori garanzie ma richiede più tempo (cosa che si riflette oggi nel gap vaccinale che divide l’Ue dagli Usa e soprattutto dal Regno Unito, fresco di Brexit) e ha insistito per avere una distinzione. In linea generale, a quanto si è appreso da fonti parlamentari, lo Stato dovrebbe assumersi la responsabilità in caso di effetti collaterali imprevedibili e imprevisti, ma la compagnia resterebbe responsabile in caso di colpa o dolo. È principalmente per questo motivo che il contratto di fornitura tra la Commissione e Pfizer/BioNTech è stato firmato solo in novembre 2020, mesi dopo la chiusura dei colloqui esplorativi.

 

Probabilmente ha contribuito al ritardo anche il fatto che gli Stati membri hanno impiegato diverso tempo a decidere come acquistare le dosi, poiché diversi Paesi, quelli che ora si trovano più in difficoltà avendo puntato maggiormente su AstraZeneca (Austria di Sebastian Kurz inclusa), tendevano a ordinare meno dosi del vaccino Pfizer rispetto alla quantità cui avevano diritto. Il risultato di questa tendenza a “sottoacquistare” i vaccini a m-Rna, più costosi, è stato che alcuni Stati hanno dovuto assorbire l’inoptato, per esempio la Germania, che ha acquistato in blocco 30 mln di dosi lasciate “libere” da altri Paesi.

 

Una scelta, quella di Berlino, che con il senno di poi si sta rivelando lungimirante, perché Pfizer e BioNTech stanno rispettando gli impegni di consegna, a differenza di AstraZeneca. Sono secretate molte altre parti dell’accordo con Pfizer/BioNTech, incluso l’elenco dei subfornitori; sono pubbliche le controparti nazionali, ma in questo caso non ci sono sorprese (la controparte per l’Italia è Pfizer srl). Infine, negli allegati, una trentina di pagine di allegati sono completamente secretate, dalla 61 alla 90, nell’accordo di acquisto del 2021.

 

Nell’accordo di acquisto anticipato del 2020, le pagine completamente omissate sono più di quaranta, dalla 60 alla 104, praticamente tutti gli allegati. Omissato in molte parti sensibili anche il contratto di acquisto anticipato siglato con Moderna, la cui controparte è la società svizzera Moderna Switzerland Gmbh. Non a caso la Svizzera è considerata dalla Commissione come un esempio di “reciprocità” nell’export di vaccini anti Covid.

 

Fonte: Adnkronos Salute

(ph: Imagoeconomica)

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