Anche il professor Paolo Zamboni del Dipartimento di Medicina traslazionale e per la Romagna dell’Università di Ferrara fa parte del team italiano che ha svolto le prime indagini autoptiche sul Vitt (Vaccine-induced thrombotic thrombocytopenia, Trombocitopenia trombotica immune indotta da vaccino). Lo annuncia lo stesso Ateneo ferrarese, spiegando che il team è composto da esperti nel campo della coagulazione e delle trombosi di varie Università italiane e ricordando che la malattia in questione è appena stata descritta sul New England Journal of Medicine ed è oggetto di ricerca da parte di gruppi in tutto il mondo.
Il team di esperti italiani «ha per la prima volta verificato la malattia in uno studio autoptico, accettato dalla rivista scientifica Haematologica, e per la parte metodologica dalla rivista Diagnostics». Gli accertamenti, spiega Zamboni, «verificano e confermano la Vitt e la presenza nell’organismo di anticorpi che legano il “Pf-4”, il potente fattore di attivazione delle piastrine». Questi complessi anti-Pf-4, prosegue, «sono stati individuati solo il mese scorso da colleghi inglese e tedeschi, e si sono dimostrati responsabili nel nostro studio di estese trombosi venose in sedi atipiche, come le vene del fegato, dell’intestino e del cervello». In ogni caso, precisa il docente, anche se «la Vitt, se non diagnosticata in tempo, porta a un drammatico consumo di piastrine a cui possono conseguire emorragie cerebrali fatali, è importante sottolineare che i casi sono rarissimi, circa tre per milione, e che gli esiti gravi o addirittura fatali possono essere scongiurati con una diagnosi e una terapia precoce che sono già a disposizione».
Questo, chiosa Zamboni, «è un grande passo avanti per ridurre il clima di dubbio e di esitazione creato dalla notizia dei primi casi di eventi avversi da vaccinazione». Infatti, conclude, «la conoscenza dei meccanismi della malattia, e la consapevolezza dell’esistenza di valide contromisure è un elemento di rassicurazione rispetto alla campagna vaccinale, che è lo strumento che consentirà di superare la pandemia».
Fonte: Dire
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