Vaccino anti Covid, Rezza: «Dose unica per guariti, con o senza sintomi»

E sull'obbligatorietà per i sanitari: «Solo nel momento in cui si è sicuri di poter offrire tanto vaccino quanto ce n'è bisogno»

1 Marzo 2021 a cura di
Vaccino anti Covid, Rezza: «Dose unica per guariti, con o senza sintomi»

«Queste persone avrebbero bisogno solo di un booster, quindi di un’unica dose, ed è inutile vaccinarle con due dosi come si fa invece per le persone che non abbiano avuto un’infezione confermata». Risponde così il direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, interpellato dall’agenzia Dire sull’ipotesi di somministrare una sola dose di vaccino a chi ha già contratto l’infezione ed è guarito da oltre sei mesi, di cui si parla già da tempo in Europa ma che potrebbe concretizzarsi anche in Italia. Restano però due passaggi chiave: da quando iniziare a contare i sei mesi? E poi, la dose unica va somministrata solo ai sintomatici o anche a chi non ha avuto sintomi? «Credo che l’idea sia quella di vaccinare quelle persone che abbiano avuto un’infezione con o senza sintomi, confermata all’epoca, e dopo almeno sei mesi – risponde Rezza alla Dire –. Questo perché nei primi sei mesi probabilmente sono molto protette e dopo sei mesi potrebbero non essere protette più dall’infezione naturale».

 

 

Obbligo vaccino per medici? Non necessario, domanda supera offerta

 

«Fino ad ora fortunatamente non c’è stato bisogno di una vaccinazione obbligatoria perché c’è una forte domanda di vaccini, anzi, la domanda di vaccini supera l’offerta. Si può considerare una vaccinazione obbligatoria solo nel momento in cui si è sicuri di poter offrire tanto vaccino quanto ce n’è bisogno». Risponde Rezza, interpellato in merito all’eventualità di assumere provvedimenti nei confronti dei medici o degli infermieri che rifiutano il vaccino. «Per gli operatori sanitari vaccinarsi non è solo un diritto  – prosegue  – ma anche un obbligo morale e allo stesso tempo deontologico, per proteggere sé stessi ma anche gli altri. Spero non si debba ricorrere a forme di coercizione».

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(ph: Imagoeconomica)