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Vaccini, OMS: «Paesi che fanno richiami impediscono ad altri copertura»

Il dg Ghebreyesus: «Offerta è limitata, ci vuole cooperazione»

13 Ottobre 2021

«Ci vuole una cooperazione globale. I paesi che continuano a lanciare booster, ora stanno effettivamente impedendo ad altri Paesi di vaccinare le loro popolazioni più a rischio. L’offerta è limitata. Alla fine, questo è un gioco a somma zero». A puntare il dito contro i Paesi che hanno già completato i cicli vaccinali, e si apprestano al terzo richiamo, è il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus.

 

«3 Paesi non hanno ancora neanche iniziato a vaccinare: Burundi, Eritrea e Corea del Nord», sottolinea il Dg. «Circa la metà dei Paesi rimanenti è vincolata dall’offerta: hanno un programma di vaccinazione in corso, ma non hanno abbastanza scorte per accelerare abbastanza per raggiungere l’obiettivo».

La conseguenza è che 56 Paesi che sono stati effettivamente esclusi dal mercato globale dei vaccini non sono stati in grado di raggiungere l’obiettivo di vaccinare il 10% della loro popolazione entro la fine di settembre. Ancora più Paesi rischiano di perdere l’obiettivo del 40% entro la fine del 2021.

 

Un altro gruppo «è vincolato dalla capacità» della propria macchina vaccinale, «specialmente i paesi colpiti da fragilità, conflitti o violenza. L’OMS e i suoi partner stanno lavorando con quei paesi per rafforzare le capacità tecniche e logistiche sul campo per implementare i vaccini», conclude Tedros, ma «serve più cooperazione globale. Chiediamo ancora una volta ai Paesi e alle aziende che controllano la fornitura globale di vaccini anti-Covid di dare priorità alla fornitura» alle piattaforme Covax e Avat ora.

 

Raggiungere la meta del 40% di copertura vaccinale «richiede un approccio che dipende dalla leadership politica e della società civile. Con un’azione aggressiva e ambiziosa, la maggior parte di questi Paesi può ancora raggiungere l’obiettivo del 40% entro fine anno, o essere sulla buona strada per raggiungerlo. Stiamo lavorando con i leader per supportare la definizione delle priorità e le pianificazioni necessarie per rendere la copertura del 40% una realtà».

 

Fonte: Adnkronos Salute

(ph: Imagoeconomica)

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