«Il rischio zero nei vaccini non esiste, ma sono tutti sicuri. Abbiamo la strada spianata. Due terzi del cammino è stato ormai percorso e siamo quasi fuori dal tunnel. Credo che toglieremo le mascherine il prossimo anno. Io sono ottimista perché credo nella scienza e nell’umanità”. Così al Corriere della Sera l’immunologo del Policlinico Umberto I di Roma Francesco Le Foche, convinto che la prossima estate «saremo in condizioni nettamente migliori. Grazie all’immunità diffusa provocata dalle vaccinazioni e al rialzo delle temperature», ma soprattutto grazie ai vaccini.
Sul blocco di AstraZeneca da parte della cancelliera tedesca Merkel, Le Foche afferma che, «se le vaccinazioni vengono associate a un problema casuale e la popolazione ritiene che sia invece causale, si crea un effetto domino di sfiducia. Nel dubbio dobbiamo verificare subito, ricostruendo un clima di fiducia. So bene che il rischio zero non esiste: ma qui i benefici sono di gran lunga superiori ai costi, quasi inesistenti. Tutti i vaccini sono sicuri. Nel Regno Unito sono state vaccinate più di 17 milioni di persone. Hanno ridotto contagi e degenze e nessuno ormai si pone più il problema di AstraZeneca».
Si vuole danneggiare il vaccino anglo-svedese perché costa poco e per ragioni geopolitiche? «Spero proprio che non sia così. E non lo credo», risponde l’esperto.
Quanto al programma vaccinale, «prima dovrebbero essere vaccinati gli over 80, che hanno pagato un prezzo altissimo – sottolinea Le Foche – poi le categorie iper fragili, affette da malattie gravi. E a seguire altre categorie particolari, come gli accompagnatori dei non vedenti. Un insegnante di 30 anni direi che può aspettare. Io procederei con le categorie più a rischio e poi con il criterio dell’età».
«Con Draghi, non per una questione politica, credo che oggi siamo in condizioni migliori – osserva l’immunologo – C’è più consapevolezza e abbiamo più esperienza, perché abbiamo attraversato un periodo drammatico. La scienza in 10 mesi ha prodotto vaccini che funzionano: ora la priorità assoluta è un piano vaccinale serio».
«Riguardo al passaporto vaccinale», per lo specialista «il rischio ora è che si creino cittadini di serie A e di serie B, perché ancora molti non hanno potuto vaccinarsi. Tra 2 o 3 mesi, invece, potrà essere utile, soprattutto come volano per il nostro sistema economico».
Fonte: Adnkronos Salute
(ph: Imagoeconomica)




