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SPECIALE V-DAY - VENETO

V-Day, Zaia: «Oggi un doppio atto di solidarietà da parte di chi si vaccina»

Il Presidente della Regione Veneto: «Un gesto che si fa anche nel rispetto di chi ancora non può o non vuole»

27 Dicembre 2020

«In questo momento la pressione si sente e si sente parecchio, ma grazie al grande al lavoro di uomini e donne riusciamo a farci carico di tutti i nostri pazienti. Abbiamo avuto oltre 6mila morti. Un anno fa se ci avessero raccontato quello che abbiamo vissuto avremmo immaginato un film di fantascienza. Se un anno fa avessimo avuto un vaccino non saremmo qui a fare questo bilancio». Così il Presidente della Regione Veneto in occasione dell’avvio della campagna vaccinale anti Covid-19 dalla Sala Convegni dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso.

 

«Chi si vaccinerà lo farà per quelli che non possono o non vogliono. Un doppio atto di solidarietà  ̶  ha proseguito Zaia  ̶ . Nello scenario mondiale abbiamo lo Sputnik russo, il vaccino cinese, l’Astrazeneca, Moderna che dovrebbe debuttare a metà gennaio, e poi Pfizer che prevede la doppia vaccinazione e che stiamo somministrando oggi. Questo vaccino previene la malattia, ma è anche disinfettante e pare sia anche valido per evitare la diffusione del contagio. La vaccinazione che noi abbiamo pensato è rappresentata prioritariamente, oltre al personale sanitario, dagli ospiti delle RSA: abbiamo 300 case di riposo, 30milaospiti e 30mila operatori. Questi saranno in assoluto i primi e sarà ferrea la priorità».

 

Fondamentale è quindi la prevenzione, secondo il Governatore del Veneto, che aggiunge: «Non vorrei che con il vaccino si pensasse che il problema negli ospedali è risolto. Ho delle importanti comunicazioni che invece provengono dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie: abbiamo isolato delle mutazioni, e ne sono venuti fuori degli aspetti fondamentali, ossia che la mutazione che abbiamo adesso con il virus non ha nulla a che fare con quello di marzo. Quello che abbiamo avuto in estate non ha nulla che fare con quanto avvenuto a marzo e autunno. Adesso abbiamo 8 varianti, tra cui quella inglese. Quest’ultima ci preoccupa perché la diffusione del contagio è molto più rapida. Delle 8 varianti, ce ne sono 2 tipicamente venete e dobbiamo capire che caratteristiche hanno».

 

La vaccinazione della dott.ssa Romagnoli

 

In conclusione, Zaia, prima di lasciare spazio alla vaccinazione in diretta della dott.ssa Romagnoli, Direttore unità operativa complessa di pneumologia, ha dichiarato: «Secondo Arcuri dovremmo avere forniture per circa 500mila dosi a settimana in tutta Italia, quindi 38mila dosi a settimana in Veneto. Contiamo di poter fare in poche ore questi vaccini».

 

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