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Approfondimenti

Una sanità nuova e resiliente: il decalogo degli esperti

L'elaborato è il risultato della due giorni di intensi lavori di Summer School 2020

26 Settembre 2020

La settima edizione della Summer School di Motore Sanità si è tenuta a Gallio (VI) e ha visto una folta partecipazione di relatori e pubblico. Più di 70 tra i maggiori esperti di sanità in Italia si sono confrontati sul tema dell’”Innovazione e salute in un mondo globale”.

 

Per la prima volta i lavori della Summer School sono stati aperti al pubblico e ogni sessione è stata seguita su Zoom e Facebook da una media di 500 persone a sessione, per un totale di più di 4.000 persone che hanno seguito i lavori. Dalla due giorni di intensi lavori è stato elaborato un decalogo per una sanità nuova e resiliente, che si adatti non solo a sfide imprevedibili come il Covid-19, ma anche alle sfide della quotidianità come le malattie croniche.

 

Ecco i 10 punti:
1) E’ necessario parlare di investimenti in salute e non più di spesa sanitaria;
2) E’ necessario prevedere finanziamenti dedicati specificatamente all’assunzione di personale sanitario, al potenziamento della medicina del territorio, al finanziamento delle borse di studio per la medicina di base e specialistica e per l’ammodernamento della rete ospedaliera;
3) E’ necessario consolidare la resilienza del SSN, che ha già dimostrato la sua capacità di trasformarsi durante le emergenze, nonostante la burocrazia e la complessità delle procedure nazionali e regionali;
4) E’ necessaria una maggiore integrazione tra ospedale e territorio, che si è dimostrata un modello vincente nelle emergenze e nel quotidiano;
5) E’ necessario superare il concetto di silos, calcolando il reale bisogno della sanità, al di là del PIL;
6) E’ necessario introdurre dove ve ne sia bisogno o utilizzare maggiormente dove ci sono già le nuove tecnologie;
7) E’ necessario rendere strutturale la telemedicina e il teleconsulto;
8) E’ necessario per una programmazione razionale e per una analisi della ricaduta nelle innovazioni utilizzare in maniera strutturata i dati esistenti nelle banche regionali e nazionali;
9) E’ necessario allargare il network della sanità alle parti sociali e sociosanitarie;
10) E’ necessario mettere in campo una comunicazione più etica ed efficace come primo step di cura.

 

Ai lavori hanno partecipato: Mattia Altini, Amunni Gianni, Barbero Silvio, Berti Emilio Francesco, Bertinato Luigi, Bevere Francesco, Boccadoro Mario, Bonora Enzo, Bordon Paolo, Boresi Daniela, Botti Renato, Campostrini Stefano, Casati Giorgio, Cattelan Anna Maria, Cicchetti Americo, Cicciù Giuseppe, Coletto Luca , Conte Pierfranco, Corbucci Giorgio, Coscioni Enrico, Cossolo Mario, Cricelli Claudio, Croce Davide, Facchin Paola, Ferlini Alessandra, Ferri Francesco, Flor Luciano, Gallera Giulio, Gaudioso Antonio, Ghiotto Maria Cristina, Gioda Giulia, Girardi Pietro, Guarneri Valentina, Gumirato Gino, Lanzarin Manuela, Leoni Giovanni, Liguori Rocco, Locatelli Walter, Luppi Nicoletta, Malpelo Alessandro, Mangiacavalli Barbara, Marchetti Marco, Maritati Antonio, Marrocco Walter, Mason Renato, Mennini Francesco Saverio, Merigliano Stefano, Nardi Sabrina, Palazzi Patrizia, Palù Giorgio, Panfilo Marina, Pavesi Giovanni, Pegoraro Elena, Pompilio Giuseppe, Rezza Giovanni, Ripa di Meana Francesco, Rivera Alessandro, Rolando Stefano, Rozzi Elisa, Ruggeri Marco, Russo Francesca, Sanza Michele, Scibetta Domenico, Tavio Marcello, Tobia Roberto, Tomassini Carlo, Trivelli Marco, Vecchietti Marco Arosemena Luis, Vannozzi David, Claudio Zanon.

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