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Scienza e farmaci

Tumore polmonare: al via uno studio su combinazione vaccino/chemio

Previsto arruolamento di 105 pazienti

19 Novembre 2021

Nel trattamento dei tumori polmonari nonostante la svolta data dall’introduzione delle immunoterapie, spesso si sviluppano resistenze che modificano i risultati attesi. All’Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) di Roma ha preso il via un nuovo studio che coinvolge 20 centri italiani e altri centri in Francia e Spagna, cui se ne aggiungeranno ancora, per valutare l’efficacia della combinazione tra un innovativo vaccino sperimentale basato su neoepitopi e chemioterapia nel trattamento di seconda linea in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (nsclc) metastatico.

 

Questo studio di fase 2 è disegnato a tre “bracci”: un gruppo viene seguito con terapia classica e gli altri due con combinazione di vaccino sperimentale in associazione con taxolo o nivolumab, un inibitore del checkpoint immunitario.

«Siamo molto lieti di annunciare l’arruolamento del primo paziente in questo studio di Fase 2 che valuta una nuova strategia di trattamento  ̶  commenta Federico Cappuzzo, direttore dell’Oncologia medica 2 dell’Istituto e responsabile e coordinatore dello studio  ̶ . Si presuppone che la combinazione del vaccino terapeutico, attivando i linfociti T, potrebbe ottimizzare l’efficacia di un inibitore del checkpoint o un trattamento chemioterapico in pazienti con resistenza acquisita all’immunoterapia. Non vediamo l’ora  ̶  sottolinea  ̶  di valutare questa combinazione di seconda linea di agenti immunoterapeutici nei pazienti con nsclc con progressione della malattia, una popolazione che necessita di nuove opzioni di trattamento».

 

Questo nuovo studio «proietta il nostro Istituto sempre di più verso le nuove frontiere dell’immunoterapia dei tumori con un approccio altamente innovativo che mira a colpire le alterazioni genetiche specifiche del tumore di ogni paziente», commenta Gennaro Ciliberto, direttore scientifico Ire. Lo studio clinico è sostenuto dalla Fondazione italiana di oncologia FoRT ed è progettato per arruolare 105 pazienti.

 

(ph: Shutterstock)

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