Logo Lidl Italia
BRANDED

Trattamenti chemioterapici: conseguenze e pronte risposte dei pazienti

L'oncologa Martella: «La scienza ci dà sempre più armi quali nuovi farmaci, supporti psicologici o strumenti specifici»

28 Settembre 2021

L’immagine corporea, a seguito dei trattamenti chemioterapici, può subire delle variazioni. In che modo? Soffermandoci sulle pazienti donne, ad esempio, molto si sta facendo per contrastare l’alopecia. Ma in cosa consistono esattamente queste pratiche? Ad oggi il supporto tecnologico può realmente aiutare? Ne parliamo con la dott.ssa Francesca Martella, direttore reparto Oncologia san Giuseppe di Empoli e responsabile Breast Unit di Firenze.

«I trattamenti chemioterapici possono condizionare in modo profondo aspetti come l’immagine corporea e la sessualità. Si tratta di aspetti diversi, ma strettamente interconnessi. E questo è particolarmente vero nelle pazienti affette da tumori femminili quali il tumore della mammella o della sfera ginecologica  ̶  spiega Martella  ̶ . La qualità di vita delle pazienti risente profondamente dell’immagine corporea e degli aspetti legati alla sessualità e ne risente ancor più perché spesso questi aspetti vengono sottostimati o comunque non abbastanza considerati dagli operatori sanitari o dalla famiglia stessa. Da un lato ci sono quindi gli effetti collaterali della chirurgia, mentre dall’altro quelli del trattamento chemioterapico che causano, appunto, la caduta di capelli. Spesso si prova un senso quasi di vergogna o di paura nel parlare di questi aspetti con gli operatori sanitari o comunque con le persone più vicine. E parlando del trattamento chemioterapico, si tratta ovviamente di un trattamento al quale non ci si vuole sottoporre».

 

Negli ultimi anni si sta ponendo però particolare attenzione, soprattutto in grandi centri specializzati quali ad esempio le Breast unit, a tutti questi aspetti. L’oncologa Martella conferma e sottolinea che questo si sta riscontrando «sia per le pazienti che affrontano dei trattamenti per una fase adiuvante, quindi con una finalità preventiva, che per le pazienti che affrontano una malattia avanzata. La scienza ci dà sempre più strumenti  ̶  aggiunge  ̶  quali nuovi farmaci, supporti psicologici o strumenti specifici contro l’alopecia».

 

«Sono molti anni che si sta cercando di affrontare l’alopecia dal punto di vista tecnologico. Per un certo numero di anni questo capitolo è stato però accantonato. Successivamente, sono stati identificati dei macchinari che funzionano col meccanismo del freddo e con a disposizione dei caschi che vengono fatti indossare prima di iniziare il trattamento chemioterapico, durante tutto il trattamento e che vengono fatti mantenere per un’oretta circa al termine. Questi caschi sono molto efficaci, poiché sono in grado di evitare questo sgradevole effetto collaterale nel 60-70% dei casi. E posso garantire che si tratta di una percentuale molto alta nella quale è possibile riscontrare che le pazienti riescono a mantenere in vita i propri capelli», conclude l’esperta.

 

con il contributo incondizionato di PRAESIDIA

(ph: Shutterstock)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *