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Focus Veneto

Transumanza di Bressanvido, perché la salute ha a che fare con il cibo sano

Una tradizione che è un bene di relazione e che fa da ponte fra le vecchie e le nuove generazioni

25 Settembre 2020

Parlare di cibo significa parlare sempre anche di agricoltura, di economia e di politica. Quanto vale stare insieme? Condividere il tempo, le storie, le emozioni? Una risposta ai diversi quesiti la potremmo dare fornendo un esempio pratico: il Festival della Transumanza, che ogni anno, ad eccezione dell’edizione che sta per svolgersi (25-29 settembre) e che vede il programma notevolmente modificato nel rispetto delle normative anti-Covid, ha luogo a Bressanvido, un paesino della provincia di Vicenza. Qui, per effetto della Transumanza, questa tradizione millenaria venne riportata alla ribalta del grande pubblico 22 anni fa da una famiglia di allevatori con una mandria di 450 vacche, un’Amministrazione comunale fatta di gente che ascolta, coinvolge e fa, e da una impresa lattiero-casearia che riunisce 400 soci conferitori di latte.

 

La Transumanza è un bene di relazione, che fa da ponte fra le vecchie e le nuove generazioni, tra gente di montagna e gente di campagna, tra artigiani e industriali, tra protagonisti della filiera produttiva e pubblico/consumatori.

 

La Terra in questi ultimi decenni ha sopportato inquinamenti e maltrattamenti. Le risorse sono state gravemente depredate. Ne è stata una dura lezione quella impartita dal lockdown, fase durante la quale flora e fauna sembravano essersi finalmente riappropriate dei propri spazi. Ma già prima della drammatica fase pandemica, che ha di contro innescato una vera e propria implosione dell’economia e delle imprese, agricole comprese, vi era una tendenza a rigenerare l’ambiente e la natura. Tendenza questa che nasce dai consumatori, perché stanno sempre più prendendo atto che cibo e salute vanno di pari passo.

 

Il consumatore è sempre più esigente e selettivo; deve però possedere anche elementi validi per poter distinguere tra produzioni “virtuose” e produzioni di “largo consumo” con standard predefiniti di igiene e di qualità.

 

Il cibo è cultura e proprio in occasione della Festa della Transumanza, che quest’anno non potrà svolgersi secondo tradizione, in una delle precedenti edizioni, in occasione della presentazione del Festival dell’AgricolturaConvivioitalia organizzò una serata degna di nota, che con piacere ricordo e condivido con i lettori di VSalute.

 

Perché se parliamo di salute non possiamo non parlare di nutrimento sano. Alta gastronomia quindi quella che i fortunati partecipanti all’edizione 2016 a Villa Mezzalira hanno degustato a base esclusivamente di formaggi dai pascoli montani dell’intero arco alpino italiano. Un’esperienza sensoriale monotematica: formaggi di vacca – a latte crudo – di alpeggio. Mano a mano che uscivano le portate, Luca della Stanga delle Bontà, Milady di MalgaVerde e Bruno di ZonaAlpi raccontavano tutti i 12 formaggi in degustazione. Da ripetere, appena possibile.

(ph: Facebook Transumanza di Bressanvido)

Michelangelo Muraro
Promotore del gusto italiano

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