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Scienza e farmaci

Test congiunto Covid/Epatite C, a Milano registrato il tutto esaurito

L'infettivologo Massimo Galli: «Non si deve perdere tempo. I piani di eliminazione HCV sono necessari nonostante il Covid»

19 Ottobre 2020

Da Milano un grande segnale per l’intero Paese sull’importanza della prevenzione. Lo screening gratuito congiunto Covid-19/Epatite C ha registrato il tutto esaurito fin dalle prime ore del mattino. L’attività a pieno regime del laboratorio mobile collocato in piazza Cadorna ha confermato la validità ed il gradimento dei cittadini dell’esame sierologico abbinato, che è stato portato in tutta Italia dal roadshow organizzato dalla società di consulenza manageriale in ambito healthcare, MA Provider, con il contributo non condizionato di Abbvie.

 

La raccolta dei dati è fondamentale per procedere verso la cura e l’eradicazione del virus che causa l’Epatite C, rispettando l’obiettivo 2030 fissato dall’OMS per l’Italia. «Ma è indispensabile che non si perda più tempo: lo screening nazionale per l’infezione da HCV è stato finanziato con 71 milioni nel decreto milleproroghe, è in Gazzetta Ufficiale dal 29 febbraio scorso, ma siamo in attesa dei decreti attuativi  ̶  ha dichiarato Massimo Galli, Direttore del reparto Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, intervenuto in piazza nel corso della mattina   ̶ . I piani regionali di eliminazione dell’HCV sono necessari nonostante il Covid; e le indagini sierologiche su quest’ultimo sono un’opportunità per fare in parallelo quelle sull’Epatite C. Occorre portare alla luce il sommerso: è fondamentale in questo momento, se si vuole puntare concretamente all’obiettivo dell’eliminazione dell’Epatite C in questo Paese entro il 2030, dobbiamo lavorare intensamente  perché questo avvenga».

 

L’idea del doppio test ha tratto origine dalle attività che AISF e SIMIT insieme con EpaC Onlus svolgono con la sigla ACE – Alleanza contro le Epatiti, e ha preso vigore negli ultimi mesi, dopo che diversi studi hanno rilevato una riduzione di oltre il 90% dei trattamenti durante il lockdown. Il test congiunto è esplicitamente indicato come opportuno anche nel documento conclusivo dell’“Indagine conoscitiva in materia di politiche di prevenzione ed eliminazione dell’epatite C”, approvato all’unanimità in XII Commissione “Affari Sociali” della Camera dei Deputati, lo scorso 11 giugno: può infatti costituire un primo step per ampliare gli screening e far emergere quel “sommerso” indicato dal prof. Galli.

 

«Il premio Nobel di recente attribuito agli studiosi del virus dell’Epatite C è un riconoscimento che gratifica tutti coloro, scienziati, ricercatori, pazienti, infermieri e medici, che hanno dedicato la loro vita alla scoperta e cura di questa patologia  ̶  ha sottolineato Alessio Aghemo, Professore associato di Gastroenterologia, Dipartimento Scienze Biomediche della Humanitas University, componente del Direttivo AISF  ̶ . Le terapie antivirali che abbiamo a disposizione ci permettono infatti di guarire sostanzialmente tutte le persone affette da questa malattia in modo rapido e sicuro. In questo contesto la necessità di identificare i portatori del virus HCV che non sono a conoscenza della loro malattia è fondamentale, strategico ed urgente. Disegnare campagne di screening mirate sulle persone asintomatiche sfruttando l’opportunità di agganciarsi ad altri percorsi di screening già disponibili è la strategia che dobbiamo implementare nella realtà italiana».

 

«Con questo progetto EpaC Onlus è voluta passare dalle parole ai fatti. Ci auspichiamo ora che si possa arrivare, anche a livello nazionale ad un rapido avvio di una campagna di screening congiunto Covid-19/HCV su tutto il territorio », ha commentato il Presidente di EpaC Onlus Ivan Gardini.

 

La tappa odierna completa la prima fase del progetto pilota sviluppato da MAProvider, partito in agosto da Roma e proseguito in settembre con le tappe campane a Napoli e Salerno, per concludersi in Lombardia, sabato scorso a Bergamo, quindi a Milano.

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