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Focus Veneto

Terza dose: nelle farmacie venete al via anche su over 60

Si tratta di una platea di oltre 1 mln e 470mila persone

13 Ottobre 2021

I farmacisti non hanno fatto in tempo a iniziare la raccolta della prenotazione delle terze dosi per gli over 80, la cui somministrazione nelle farmacie è stata autorizzata lunedì 11 ottobre in Veneto, che già si amplia enormemente la platea di utenti potenzialmente interessati: la Regione Veneto, infatti, con una nuova nota ha esteso questa opportunità a tutti gli over 60. In Veneto si tratta di una popolazione di oltre 1 milione e 470mila persone, che potenzialmente potranno già dai prossimi giorni prenotare la terza dose di vaccino anti-Covid nella farmacia vicino a casa. Per tutti, indipendentemente dal tipo utilizzato per il ciclo primario, per la terza dose sarà somministrato il vaccino Pfizer.

 

«Sicuramente questa nuova opportunità  ̶  sottolinea il dott. Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto  ̶  a pochi giorni dall’autorizzazione delle terze dosi per gli over 80, è un ulteriore riconoscimento non solo dell’impegno messo in campo dall’inizio dell’estate dalle farmacie venete per accelerare la campagna di vaccinazione, ma anche della bontà del lavoro svolto fino a oggi e del ruolo del farmacista. Non passa giorno senza che i nostri colleghi, ogni qual volta si presenta l’occasione, spendano una parola con i cittadini per spiegare la sicurezza e l’importanza del vaccino. Infatti il contributo delle farmacie alla campagna di vaccinazione si basa proprio sul rapporto di fiducia che hanno instaurato negli anni con i cittadini, oltre che sulla capillarità della loro presenza territoriale. Questo valore è emerso con particolare evidenza nell’ultimo anno e mezzo di emergenza pandemica, durante il quale le farmacie hanno rappresentato in modo ritengo ineccepibile il punto di prossimità della sanità territoriale regionale più vicino ai cittadini, 24 ore su 24. Non solo, credo che per la campagna relativa alla terza dose di richiamo questo rapporto di fiducia e questo impegno per la promozione della vaccinazione saranno ancora più importanti, perché i numeri relativamente ridotti dei contagi potrebbero dare a molti cittadini l’erronea sensazione che il virus non circoli più, riducendo così la propensione a effettuare il richiamo, che invece è fondamentale come hanno ormai dimostrato vari studi internazionali».

 

(ph: Shutterstock)

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