“Social freezing”, proposta in Veneto: contributi per la crioconservazione degli ovociti

Il provvedimento depositato in Consiglio regionale prevede fino a 3.000 euro per sostenere salute riproduttiva e genitorialità

27 Agosto 2026 a cura di
“Social freezing”, proposta in Veneto: contributi per la crioconservazione degli ovociti

La salute riproduttiva diventa una priorità della politica regionale in Veneto. Una proposta di legge depositata in Consiglio regionale punta a rendere più accessibili la crioconservazione volontaria degli ovociti, il cosiddetto social freezing, e la prevenzione andrologica, con misure rivolte soprattutto ai giovani.

Social freezing, contributi fino a 3.000 euro

Una proposta di legge regionale «per tutelare la salute riproduttiva maschile e femminile, potenziando pratiche come lo screening andrologico e la crioconservazione volontaria degli ovociti, il cosiddetto social freezing». Lo annuncia Nicolò Rocco, consigliere regionale di Riformisti Veneti in Azione (in foto), illustrando i contenuti del provvedimento depositato in Consiglio regionale del Veneto.

«In Italia arriviamo spesso a parlare di temi innovativi in ritardo e in modo confuso – spiega Rocco – e il social freezing non fa eccezione. La crioconservazione volontaria degli ovuli va raccontata ai cittadini con basi scientifiche solide, come una possibilità in più e non come una scorciatoia: non dobbiamo far passare il messaggio che significhi avere un figlio in banca, né che la carriera sia alternativa alla maternità. Il nostro obiettivo è opposto: promuovere la salvaguardia della salute riproduttiva e tutelare la genitorialità attraverso interventi strutturali, fondati sulla prevenzione clinica e sull’equità sociale».

Oggi i costi di queste procedure, ricorda il consigliere di opposizione, «sono proibitivi per molte donne, e rischiano di trasformare il social freezing in un privilegio riservato a poche. Per questo la nostra proposta prevede un contributo regionale fino a 3.000 euro per le giovani tra i 25 e i 35 anni con un ISEE inferiore a 30.000 euro: non una semplice prestazione sanitaria, ma una misura perequativa che rimuove gli ostacoli economici e sociali alla genitorialità».

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Screening andrologici gratuiti per i neomaggiorenni

Il provvedimento guarda anche alla salute riproduttiva maschile, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione fin dalla giovane età. «Quando si parla di infertilità si parla sempre di infertilità di coppia – osserva Rocco – eppure la componente maschile resta in ombra. Anche se il desiderio di genitorialità si manifesta più avanti negli anni, è nella giovane età che andrebbero fatti gli screening e, quando necessario, gli interventi: pensiamo al varicocele, una volta diagnosticato durante la visita di leva e oggi intercettato solo quando il danno è già fatto».

Da qui nasce la proposta di istituire un check-up clinico-diagnostico gratuito per tutti i neomaggiorenni residenti in Veneto. Si tratterebbe di una prestazione extra-LEA, quindi non compresa nei livelli essenziali di assistenza, interamente finanziata con risorse autonome regionali.

«Il Veneto – conclude Rocco – ha bisogno di pragmatismo: mi auguro che su temi così delicati, legati alla salute e alla tutela della genitorialità, si possano mettere da parte gli schieramenti precostituiti per approvare una norma che risponde in modo concreto ai bisogni dei nostri giovani».

Fonte: Dire

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