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SPECIALE SALUTE WEB FEST

Sistema sanitario post Covid, Lanzarin: «Sarà più flessibile e versatile»

L'assessore alla Sanità della Regione Veneto: «Tecnologia e telemedicina saranno armi indispensabili»

10 Maggio 2021

Cosa ha insegnato il Covid-19 al Sistema Sanitario? Ma soprattutto quali saranno i cardini della ripartenza dopo lo tsunami che ha investito ospedali e territorio? Di futuro abbiamo parlato in occasione del SALUTE WEB FEST con l’assessore alle Politiche Sanitarie e al Sociale della Regione Veneto, Manuela Lanzarin.

 

«Il Covid ci ha insegnato molto, ci ha insegnato che dobbiamo mettere in atto tutta una serie di azioni per essere pronti, perché abbiamo capito che questa pandemia non sarà certamente l’ultima – ha affermato Lanzarin -, anzi gli esperti dicono che negli anni futuri sarà uno scenario che dovremo affrontare molto spesso e quindi dovremo avere dei piani pandemici pronti, dei piani di sanità versatili e flessibili, dovremo anche predisporre all’interno degli ospedali e sul territorio un sistema a rete capace di mettere in relazione i vari attori così che possano interagire tra loro più velocemente».

 

Ma, sottolinea l’assessore alla Sanità del Veneto, «Ci ha anche insegnato quanto importanti siano i dpi e soprattutto negli ospedali o comunque nei presidi sanitari». L’assessore ha definito “un importante punto di forza” nel contrasto alla pandemia proprio lo sviluppo sul territorio regionale del sistema sanitario: «Il Veneto è un modello in tal senso, poiché ha sempre ricercato e attuato la doppia S: unità locale SOCIO-SANITARIA. Questa definizione indica proprio lo stretto legame tra ospedale e territorio. E questo sarà sempre più importante soprattutto per il futuro, perché la popolazione sta invecchiando e anche molto. Ogni giorno abbiamo a che fare con la cronicità che non può essere seguita in ospedale, ma deve essere seguita anche e soprattutto a casa».

 

E alla domanda se nel fronteggiare la pandemia la Regione Veneto abbia comunque riscontrato delle fragilità, l’assessore ha risposto: «Certamente sì, quelle che poi hanno riscontrato tutte le Regioni d’Italia. Fondamentalmente non eravamo preparati: ricordo benissimo il 21 febbraio 2020, e non eravamo preparati. Avevamo pronto il piano di emergenza regionale e tutto il resto, ma abbiamo comunque dovuto fare una rapida corsa per l’acquisto ai dpi, ai respiratori, per l’ampliamento delle terapie intensive e sub intensive. Un punto di fragilità che abbiamo tuttora è invece quello della mancanza di personale a causa di una programmazione nazionale sanitaria sbagliata, ma questo è un problema generale».

 

 

«Post Covid immagino un sistema sanitario più flessibile e versatile. Immagino anche una sanità molto tecnologica – ha dichiarato Lanzarin -. Abbiamo dovuto infatti imparare a ricorrere e a utilizzare la telemedicina, oggi fondamentale, e penso che lo sarà sempre più, assieme nuove tecnologie».

 

L’assessore alla Sanità veneta ha confessato di aver avuto avuto «tanti momenti di paura, e non è passata, perché sappiamo di essere ancora dentro a questa situazione. La campagna vaccinale ci sta aiutando sotto quel punto di vista: abbiamo messo al sicuro over 80, 70, 60 e super fragili. Abbiamo ormai aperto agli over 50, ma l’ansia e le preoccupazioni non mancano perché è un virus subdolo, con le varianti e che muta. E’ quindi importante vaccinarsi. Abbiamo capito che è fondamentale per noi ed è un atto di responsabilità verso gli altri», ha concluso Lanzarin.

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