SIOT istituisce Commissione pari opportunità e Medicina di genere

È la prima in Italia. Il Presidente Leali: «Nell’era 4.0 non si può prescindere da promozione e diffusione di cultura di genere»

8 Marzo 2021 a cura di
SIOT istituisce Commissione pari opportunità e Medicina di genere

La Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) ha istituito quest’anno la Commissione Pari Opportunità e Medicina di Genere.

 

La Commissione è composta dai seguenti membri: Maria Silvia Spinelli (coordinatrice), Davide Bizzoca, Alberto Di Martino, Costantino Errani, Anna Maria Moretti, Giusy Resmini, Barbara Rossi e Maristella Francesca Saccomanno.

 

Tra gli elementi di novità, che questa Commissione porta con sé, emerge, come elemento fortemente voluto, una composizione paritaria dei suoi membri nel genere, espressione di un cambio di paradigma che superi l’idea di conflitto sostituendola a quella dell’alleanza per lavorare verso una comune finalità: il benessere e lo sviluppo collettivo.

 

Gli obiettivi

Il lavoro della Commissione si sviluppa su due filoni paralleli ma fortemente interconnessi:

  • l’analisi della situazione di disparità di genere nel settore sanitario in termini formativi, di visibilità, di produzione scientifica, di rappresentanza nelle associazioni di categoria e di progressione di carriera; con l’intento di far seguire all’analisi di questi fenomeni, lo sviluppo di opportune strategie di ottimizzazione delle risorse umane;

 

  • accanto a questo, la Commissione approfondisce il tema della Medicina di Genere, ovvero lo studio degli indicatori biologici e di contesto socioculturale che differenziano uomini e donne, e che incidono nel percorso di diagnosi e trattamento delle patologie ortopediche con la finalità di migliorare i risultati e ottenere il maggior grado di soddisfazione dei pazienti.
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A tal fine è stata anche istituita presso la SIOT una Biblioteca di genere in ortopedia e traumatologia

 

L’obiettivo di uno sviluppo senza disparità di genere è stato fissato dall’Onu come una delle mete da raggiungere entro il 2030 (si tratta del Goal numero 5 della cosiddetta Agenda 2030).

Negli ultimi due decenni, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto una grande attenzione sul genere, definendo tale dimensione una necessità di metodo e analisi che deve rivestire un ruolo cruciale nella programmazione sanitaria, al fine di tutelare e promuovere la salute.

 

«Una tappa storica per l’Italia – sottolinea la dott.ssa Anna Maria Moretti – è rappresentata dall’approvazione e dalla pubblicazione del decreto Lorenzin con cui è stata disciplinata la diffusione della medicina di genere nel Servizio sanitario nazionale. Il piano attuativo del 6 maggio 2019 pone l’Italia all’avanguardia in Europa, garantendo l’inserimento del parametro ‘genere’ in ambito medico».

 

(ph: Shutterstock)