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Sicurezza sul lavoro, oggi incontro governo e sindacati

26 Febbraio 2024

(Adnkronos) – Incontro tra governo e sindacati oggi, 26 febbraio 2024, a Palazzo Chigi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il governo è rappresentato dal Sottosegretario Alfredo Mantovano e dal ministro del Lavoro, Marina Calderone. Sono presenti i segretari generali di Cgil, Maurizio Landini, della Uil Pierpaolo Bombardieri e della Cisl, Luigi Sbarra. Sono presenti anche rappresentanti di Ugl, Cisal e Usb. 

 

Per il leader Cisl Luigi Sbarra si è trattato di “un incontro positivo e apprezzabile, in cui il Governo ha illustrato alcuni elementi che caratterizzeranno il prossimo decreto sicurezza aprendo al contributo del sindacato per miglioramenti e integrazioni”. “In particolare la ministra Calderone ha preannunciato la volontà di rafforzare controlli, ispezioni , assunzioni, sanzioni, investimenti. Sono misure in parte condivisibili, che rispondono ad alcune priorità avanzate dalla Cisl ma che per essere davvero efficaci devono essere collegate a una complessiva e concertata strategia nazionale. Aspettiamo di conoscere nel merito i contenuti del Decreto per una valutazione completa. Bisogna dare continuità al confronto, renderlo strutturale, costante, per costruire insieme una controffensiva partecipata contro le morti sul lavoro, gli infortuni e le malattie professionali”, prosegue Sbarra. 

”Pensiamo ad un vero e proprio patto che unisca Governo, Sindacati e Imprese per porre fine a una strage silenziosa che porta via oltre mille vittime ogni anno creando decine di migliaia di infortuni. La Cisl ha indicato la via di un decalogo con cui qualificare questo accordo. Vanno rafforzati controlli e ispezioni sui luoghi di lavoro, bisogna assumere più; ispettori, medici del lavoro e tecnici della prevenzione, puntare sulla qualità delle imprese con una patente a punti che stabilisca un rating sociale collegato alle gare pubbliche”, prosegue il leader della Cisl. 

”Occorre estendere regole e procedure del Codice degli appalti pubblici anche ai grandi cantieri privati -prosegue Sbarra-. C’è da fare uno sforzo condiviso sul piano formativo, promuovere ad ogni livello cultura della sicurezza e della legalità, nella consapevolezza che un’azienda più sicura è anche una realtà più innovativa e competitiva. Per questo va fatto un grande investimento sulla prevenzione, le competenze e la comunicazione, anche istituendo la materia nelle scuole dell’obbligo. Secondo la Cisl è poi necessario far evolvere le relazioni industriali in senso partecipativo dando ai delegati della sicurezza maggiori poteri decisionali e di controllo nelle aziende. Il tema delle risorse non può essere un freno: si cominci a usare la totalità dell’avanzo Inail, circa 3 miliardi l’anno, che vengono ancora troppo dirottati sulla contabilità generale a copertura del debito pubblico”. ”Non va bene: sono soldi di imprese e lavoratori, lì devono tornare, con progetti coerenti e innalzamento delle rendite delle famiglie colpite. Al Governo chiediamo di dare concretezza e profondità a queste proposte, dentro un metodo decisionale compartecipato, fondato su una corresponsabilità che impegni ogni parte a comportamenti conseguenti”, conclude Sbarra. 

 

Critico invece il leader della Cgil, Maurizio Landini, secondo il quale è “totalmente inadeguato il metodo di confronto e bisogna avviare una vera trattativa per realizzare un piano nazionale di prevenzione e protezione della salute e sicurezza”. “Abbiamo richiesto di reintrodurre per decreto la parità di trattamento economico e normativo per i lavoratori in tutti gli appalti pubblici e privati indipendentemente dall’impresa in cui sono dipendenti, cancellata nel 2003 estendendo e migliorando così le tutele previste dal codice degli appalti ora solo per il pubblico -prosegue Landini-. La patente a punti per determinare l’accesso delle imprese alle gare d’appalto pubblici e privati. L’obbligo del cartellino identificativo per l’ingresso nei cantieri. Costruire un libretto digitalizzato delle imprese che registri investimenti sulla sicurezza ed infortuni. Inoltre estendere il certificato di congruità della mano d’opera e dei tempi di realizzazione in tutti i cantieri ed in tutti i settori”. 

Landini, inoltre ha chiesto l’assunzione di ispettori del lavoro e nei servizi di medicina del lavoro territoriali. Il superamento del sub appalto a cascata. L’obbligo formazione prima di essere adibito a mansioni lavorative. Inoltre abolire la legge Bossi Fini che permette nei fatti lo sfruttamento dei lavoratori migranti. Infine rafforzare le sanzioni anche penali verso le imprese che non rispettano le norme sulla sicurezza e non erogare incentivi o finanziamenti alle imprese che non rispettano norme e non applicano i corretti Contratti Nazionali. 

 

”Credo che noi abbiamo dimostrato massima attenzione ai temi della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro. Abbiamo avuto vari confronti con le parti sociali, sia in sindacati che le associazioni datoriali. Si devono prendere delle decisioni. Le proporrò in Consiglio dei Ministri. Ho già fatto un’informativa al Consiglio la settimana scorsa. Lunedì (oggi, ndr) abbiamo convocato le parti sociali proprio presentare le nostre riflessioni. Una cosa è certa, da un lato c’è una riduzione del numero degli infortuni, certificato dall’Inail, ma l’edilizia è un settore che merita la massima attenzione, perché ci sono una serie di rischi legati alla tipologia di attività”, ha sottolineato il ministro del Lavoro, Marina Calderone, sabato in occasione del Forum in Masseria alle Terme di Saturnia, sulle manifestazione a Firenze. ”Sull’incidente di Firenze la magistratura farà il suo corso, noi stiamo fornendo tutto il supporto ai magistrati con le nostre forze ispettive. Speriamo di aver in tempi brevi l’esatta dinamica dell’incidente”, conclude Calderone. 

 

Dopo l’incontro tra il governo e le parti sociali, ci sarà il Consiglio dei ministri. Secondo quanto si apprende, su tavolo c’è un provvedimento organico per “il potenziamento della tutela in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, il coordinamento e il rafforzamento delle attività ispettive e del sistema sanzionatorio”, anche in relazione al subappalto e alla somministrazione illecita e fraudolenta, oltre “alla qualificazione delle imprese, alla formazione del datore di lavoro e dei lavoratori e alla salvaguardia delle imprese regolari”. 

Tra le misure allo studio: norma di coordinamento delle Procure della Repubblica sulle attività di indagini per i reati in materia di lavoro e di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; inasprimento delle attuali sanzioni amministrative in materia di lavoro nero e irregolare; ri-penalizzazione delle sanzioni in materia di appalto, subappalto e somministrazione illecita; interdizione dagli appalti da due a cinque anni in caso di gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro o di accertata responsabilità penale per reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro; sospensione e decadenza dai benefici fiscali e contributivi per le imprese irregolari; valutazione di congruità del costo della manodopera in relazione al costo dell’intero appalto. 

 

La scorsa settimana era tornata d’attualità l’ipotesi di introduzione del reato di omicidio sul posto di lavoro. Un’ipotesi che ha trovato contrario il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “Non ci sarebbe un effetto deterrente. Con l’esperienza dell’omicidio stradale, che ha aumentato a dismisura la pena, gli incidenti non sono diminuiti ma aumentati”, ha ricordato il Guardasigilli. “Sono allo studio altre misure per contrastare il lavoro sommerso”, ha aggiunto Nordio, dicendosi anche contrario all’istituzione della Procura nazionale per la sicurezza del lavoro. 

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