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Sanità, Usa: Amazon offre servizio assistenza base, ecco come funziona

L'esperto: «Non va demonizzata, si tratta di un'offerta destinata alla popolazione svantaggiata»

24 Agosto 2022

Di recente Amazon ha segnato il suo ingresso nel settore dalla sanità a stelle e strisce, acquisendo un’azienda specializzata nell’assistenza di base con l’obiettivo di espandersi nelle cure domiciliare. Ma come funziona?

«Il modello è molto interessante perché l’offerta di Amazon è destinata alla fascia di popolazione svantaggiata  ̶  spiega all’Adnkronos Salute Sergio Pillon, coordinatore per la trasformazione digitale della Asl Frosinone  ̶   e va a colmare un vuoto del sistema statunitense sulla sanità primaria, quella che da noi è garantita dal medico di famiglia. Ma, grazie alla tecnologia utilizzata al massimo livello il tipo di servizio offerto diventa ottimale. Ed è una prospettiva assai interessante».

Quello americano è un modello di cura assolutamente diverso da quello italiano. È un sistema assicurativo in cui il cittadino si paga una polizza oppure per le fasce di popolazione disagiate, il Medicare offre un minimo servizio. «Per loro come per noi, però  ̶  spiega l’esperto  ̶ , il punto chiave è l’assistenza sanitaria generale fornita dal medico di famiglia, molto deficitaria negli Usa».

In questa situazione Amazon è arrivato con una proposta: usare fortemente il digitale e la televisita per rendere più presente il medico di famiglia, portandolo al paziente quando necessario senza limitazioni. Con l’acquisizione dell’azienda “One Medical”, quindi, il colosso americano promette di offrire, per un costo inferiore ai 300 dollari l’anno, una teleassistenza 24 ore su 24, con tutti i dati dei pazienti disponibili in una cartella condivisa dai diversi camici bianchi di turno che, in questo modo, “conoscono” il paziente. Un modello fortemente guidato dalla tecnologia che, però, resta imperniato sulla figura del medico”, sottolinea Pillon.

 

Ma l’assistenza non è solo digitale: il servizio si occupa di mandare anche l’infermiere a casa per l’iniezione, la medicazione ecc. «Questo è importante perché altri modelli, come quello inglese ad esempio, hanno puntato sulla teleassistenza guidata dall’intelligenza artificiale, dalle chatbot, che prescindevano dal rapporto con il medico. E questo non piace né ai camici bianchi né ai pazienti», sottolinea l’esperto precisando che «negli Usa, quindi, la proposta di Amazon utilizza gli strumenti tecnologici per potenziare la possibilità di assistenza offerta dal medico. In questo senso è il tipo di assistenza che vorrei anch’io».

Anche in una situazione di assistenza garantita come quella italiana infatti, «la possibilità di chiedere una televisita il sabato mattina, quando il medico di famiglia ha il suo meritato riposo, può essere un vantaggio, soprattutto se quel medico contattato per la visita a distanza ha la cartella e i dati medici: può vedere i farmaci che prendo, le mie eventuali patologie ecc. Io sono un medico pubblico e credo nel servizio pubblico ma credo anche che le integrazioni sanitarie siano utili perché il pubblico non può arrivare a tutto. Pubblico e privato non sono necessariamente all’antitesi», precisa.

Il punto fondamentale, in ogni caso, per Pillon «resta l’alleanza con il medico perché la tecnologia da sola non basta e, come un farmaco, va prescritta sempre dal professionista».

 

(ph: Shutterstock)

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