SALUTE WEB FEST, Bonaccorso (ANSA): «L’informazione specializzata è in crisi»

La caporedattrice della sezione SALUTE: «Con la pandemia nel giornalismo tutto si è mischiato, e questo non va bene»

6 Maggio 2021 a cura di
SALUTE WEB FEST, Bonaccorso (ANSA): «L’informazione specializzata è in crisi»

Ad aprire il SALUTE WEB FEST è stata Maria Emilia Bonaccorso, caporedattore aggiunto ANSA Salute che, intervistata dal direttore responsabile di WebSalute.it, Daniela Boresi, è intervenuta sul ruolo chiave della comunicazione in sanità, con un focus sulla grande responsabilità che i professionisti dell’informazione hanno nello scrivere di salute.

 

«Scrivere di sanità e salute, nel giornalismo, è la questione delle questioni – dichiara Bonaccorso –. E lo è perché riguarda tutti. C’è quindi una questione etica fondamentale, motivo per il quale le nostre associazioni e ordini professionali hanno redatto diverse carte e regole fondamentali in merito. La pandemia ha dato prova che per quanto riguarda l’informazione specializzata ci sono però diversi problemi. L’informazione specializzata si sta perdendo; a causa della crisi dell’editoria infatti non si riesce a rimpiazzare chi va in pensione. Quindi, questo causa informazione imprecisa, poco approfondita e le conseguenze sono quindi gravi. Personalmente ho imparato il lavoro sul campo, avendo una formazione universitaria differente. Un collega può apprendere bene il mestiere solo se all’interno della redazione c’è un tutor che lo può seguire e formare. Ma ad oggi questo è sempre più difficile».

 

«Di fondamentale importanza è l’approvvigionamento delle fonti», sottolinea Boresi, che chiede alla collega dell’ANSA quanto rilevante sia soprattutto per un’agenzia di stampa la reperibilità di fonti affidabili.

 

«Questa è la domanda delle domande – replica Bonaccorso –. Durante la pandemia abbiamo visto delle cose incredibili, come dei giornalisti di politica che intervistavano dei virologi. Che andrebbe anche bene, se non avessero poi intervistato anche professionisti differenti. In questa fase, nel giornalismo, tutto si è mischiato: hanno parlato del virus anche pneumologi o rianimatori, e questo non va bene. Bisogna tornare alla competenza, ognuno deve lavorare nel proprio ambito. Dobbiamo imparare a tornare a un lavoro specifico, di settore».