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SPECIALE SALUTE WEB FEST

Riaperture, Leoni (FNOMCeO): «Ora abbiamo armi in più, ma virus è più aggressivo»

Il Presidente OMCeO Venezia: «La nostra vita cambierà con almeno 30 milioni di vaccinati con prima dose»

10 Maggio 2021

Una parola, ripartenza, che sentiamo ormai scandire da tempo. E riproponiamo, tra un intervallo e un altro dettati dalla pandemia. Ma ora, il sistema sanitario ha finalmente delle armi contro il virus che ha sconvolto le vite di noi tutti. È quindi forse questa la reale ripartenza? Lo abbiamo domandato al dott. Giovanni Leoni, Presidente OMCeO Venezia e Vicepresidente FNOMCeO, intervenuto in apertura dell’ultima giornata del SALUTE WEB FEST (6-10 maggio), festival online dedicato alla sanità e al benessere, fruibile gratuitamente sui canali WebSalute e Vvox.

 

«La pressione nelle categorie economiche e nell’opinione pubblica – ha dichiarato Leoni – ha fatto sì che il Governo con questo decreto sulle riaperture facesse un passo importante in merito. Siamo però ancora indietro con le vaccinazioni e si avverte la pressione ospedaliera. Solo in questi ultimi giorni stiamo assistendo a una diminuzione sugli accessi negli ospedali e questo anche grazie a una zona rossa perdurante che ha dato i suoi effetti nonostante le varianti che hanno dimostrato una capacità di diffusione pari al 40%».

 

Ma se si parla di ripartenza, non si può non fare riferimento al tanto discusso green pass (o pass vaccinale).  «Per forza se si vuole ripartire – sostiene il Vicepresidente FNOMCeO -. e se vogliamo avere un’estate paragonabile a quella dell’anno scorso, ossia quasi normale. Ma l’estate scorsa non c’erano ancora vaccini, terapie monoclonali, etc. Ora abbiamo quindi armi in  più e un virus più aggressivo».

 

E ancora Leoni sul coprifuoco: «Personalmente, non considero i ristoranti i luoghi più a rischio, o i teatri e i cinema. Sono luoghi al chiuso, vero, ma hanno anche un controllo più rigido e con delle regole più applicabili. Contrariamente, seppur all’aperto, mi preoccupa molto di più la tenuta dei bar. I bar è dimostrato che tendono ad andare a braccetto, e non per colpa die baristi ovviamente, con la più rapida diffusione del contagio. Chi vuole tenere aperto deve poter contare su un servizio di sorveglianza, per fare rispettare le regole».

A scalpitare, anche in vista di importanti eventi calcistici, sono i tifosi che richiedono a gran voce la riapertura degli stadi: «Per quanto riguarda gli stadi, ciò che avviene dentro è relativo a ciò che avviene fuori. Troverei educativo se anche le squadre di calcio si organizzassero per delle vaccinazioni dedicate ai tifosi o offrissero un tampone 48 ore prima. Convincere le persone alla vaccinazione imponendo quale obiettivo il ritorno allo stadio, potrebbe certamente essere un incentivo. Ma questo presume un’ampia quantità di vaccini, e questo è il tasto dolente. Ecco perché sarebbe necessario, essendo questo un problema da fronteggiare anche negli anni a venire, poter disporre di una produzione propria di vaccini».

 

Un ritorno alla normalità per poter realmente parlare di ripartenza? «Quando avremo vaccinato almeno 30 milioni di italiani con la prima dose la nostra vita cambierà in maniera drastica. Spero che ciò avvenga nel corso dell’estate. Abbiamo avuto troppe disillusioni e troppe frenate sinora».

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