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Focus Veneto

Reintegro medici no vax, Zaia: «Inevitabile, sospensione non è per sempre»

Il governatore del Veneto: «Nella nostra regione rimetteranno il camice 12 su 605»

7 Novembre 2022

«I medici no vax, quelli che non si sono fatti il vaccino contro il Covid, non sono stati mica radiati dai loro rispettivi ordini professionali». Lo ha ricordato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in un’intervista al quotidiano Libero in merito al rientro dei medici no vax al lavoro. «I dottori no vax sono stati sospesi, iniziamo a usare le parole per quello che sono, sennò è il caos».

«A meno che qualcuno non teorizzi la sparizione di queste persone dalla scena medica  ̶  ha evidenziato Zaia  ̶  era inevitabile che prima o poi si sarebbero presentate negli ospedali. La sospensione non dura per sempre. Il Governo ha fatto un provvedimento che è solo un’anticipazione di quello che era già stato previsto. Io credo che i medici non vaccinati, a tutela dei pazienti ma anche loro, non debbano essere reimpiegati in quei reparti che sono considerati a rischio».

 

«In Veneto quelli che dovevano essere reintegrati il primo gennaio e che, adesso, rimetteranno il camice sono solo 12 su 605 operatori sanitari sospesi in totale. Anche questo dà la portata del fenomeno. Una regione come la mia dispone di 11mila medici in ospedale e altri 3mila in medicina di base. Non è mia intenzione fare la difesa d’ufficio del governo, primo perché non ne ha bisogno e secondo perché non sono un avvocato. Aggiungo, però, che se vuole uscirne bene, adesso è il momento della fase 2», ha spiegato Zaia.

«Tanto per cominciare bisogna togliere il numero chiuso a Medicina. Poi bisogna andare verso un modello di università meritocratico dove i ragazzi vengono selezionati sul campo  ̶  ha detto ancora Zaia  ̶ . Oggi usiamo i test, ma un grande chirurgo è un artista. Se non gli dai in mano un bisturi, come lo valuti? Dobbiamo investire di più su queste categorie perché paghiamo il conto di una programmazione totalmente sbagliata degli anni passati».

«Abbiamo una deficienza di circa 45mila medici in tutto il Paese, di infermieri non so neanche quante migliaia. Ora prima di tutto viene la cura del paziente. Ma non basta reintegrare i medici sospesi», ha concluso Zaia.

 

(ph: Imagoeconomica)

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