Giovanni Leoni, Vicepresidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus. Sulla parte del Recovery plan dedicata alla sanità Leoni ha dichiarato: «Abbiamo espresso perplessità perché resilienti i medici italiani lo sono da sempre. Dato che questo alla fine è un piano strutturale basato su costruzioni, ammodernamenti, adeguamenti delle strutture materiali, non c’è nulla sul personale, ma questo è normale perché il piano europeo non lo prevedeva».
«Però ̶ ha sottolineato Leoni ̶ il personale è l’interfaccia col cittadino, quindi noi vogliamo sedere al tavolo delle decisioni per far sì che i finanziamenti vengano utilizzati per colmare le disuguaglianze tra sistemi sanitari regionali. Abbiamo visto delle differenze eccessive tra Regioni e vogliamo portare anche chi è indietro ad un livello superiore, sia per affrontare questa pandemia sia per il futuro. Ci sono stati tagli sul personale, adesso in tutta fretta si cerca di portare riparo a questa situazione, ma i professionisti non si formano in due secondi, ci vogliono anni. Speriamo che ci siano investimenti strutturali per il rinnovo del personale. Dall’altra parte c’è la problematica della specializzazione e dell’utilizzo dei professionisti secondo il nuovo ruolo, non facendo un passaggio di competenze tra professionisti che hanno già il loro percorso. Non serve una corsa al risparmio, ma alla qualità del servizio».




