Regioni e governo

Record danni “climate change”, nel 2023 le assicurazioni hanno sborsato 6 miliardi

La presidente Ania Maria Bianca Farina rivela che l'anno scorso si è registrato il "massimo storico" dei danni assicurati per le catastrofi naturali

2 Luglio 2024

Un anno record per i danni da “climate change” assicurati in Italia. Al centro dell’assemblea annuale Ania, Associazione delle imprese assicuratrici, la “conta dei danni” dell’anno contrassegnato dall’alluvione in Romagna e da altre catastrofi naturali.

«Nel 2023, l’industria assicurativa nel mondo ha pagato quasi 100 miliardi di euro per sinistri legati a catastrofi naturali. In Italia si è registrato il massimo storico dei danni assicurati: oltre 6 miliardi, di cui 5,5 miliardi causati da eventi atmosferici e 800 milioni dalle alluvioni in Emilia-Romagna e in Toscana». Lo dice la presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, nella sua relazione durante l’assemblea nazionale dell’Associazione.

«Si stima, peraltro, che, in Europa, solo il 25 per cento di tutte le perdite legate a catastrofi climatiche sono assicurate. Il livello di protezione dovrà necessariamente aumentare, e l’Europa potrebbe – a nostro avviso – fare la sua parte, sviluppando un nuovo approccio su come gestire collettivamente questi rischi con i diversi stakeholder, comprese le autorità pubbliche», conclude Farina.

Nel suo intervento, inoltre, la presidente Ania indica che nel Belpaese «solo il 6 per cento delle abitazioni è coperto contro i rischi di terremoto e alluvione e solo il 4 per cento delle piccole imprese possiede una polizza contro tali rischi».

 

MUSUMECI: «LO STATO NON PUÒ INTERVENIRE PER TUTTI, LE AZIENDE SI ASSICURINO»

Per restare in tema di calamità naturali, è intervenuto a riguardo anche il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, interpellato da Sky Tg24 sui danni causati dal maltempo nel fine settimana in Piemonte e Valle d’Aosta. «La nuova strada che bisogna imboccare è quella delle assicurazioni  ̶  ha esortato -. Dobbiamo ricorrere alle polizze assicurative per le aziende, non possiamo pensare che lo Stato possa intervenire sempre e per tutti. Non ci sono più le risorse necessarie per un’emergenza che è diventata pressoché quotidiana».

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(ph: Shutterstock)

 

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