Logo Alperia
Artrosi

Quali sono i sintomi di artrosi cervicale?

Identificazione dei sintomi dell'artrosi cervicale

6 Maggio 2024
artrosi alla spalla

L’artrosi cervicale rappresenta una patologia degenerativa che colpisce le vertebre cervicali, le quali si trovano nella parte superiore della colonna vertebrale, immediatamente sotto il cranio. Questa condizione è caratterizzata dalla progressiva usura del tessuto cartilagineo che riveste le superfici articolari delle vertebre, portando a una serie di sintomi che possono variare in intensità e natura a seconda dell’individuo e dello stadio della patologia.

I sintomi più comuni associati all’artrosi cervicale includono dolore al collo, che può variare da lieve a intenso e può irradiarsi verso le braccia o la parte superiore della schiena. Il dolore è spesso descritto come persistente, con episodi di acutizzazione in seguito a movimenti bruschi, posture prolungate o durante la notte. In aggiunta, la rigidità del collo è un sintomo frequente, con una riduzione della mobilità che può limitare significativamente il raggio di movimento della testa e del collo.

Altri sintomi possono comprendere formicolii, intorpidimento o debolezza nelle braccia, nelle mani o nelle dita, spesso dovuti alla compressione delle radici nervose che emergono dalla colonna cervicale. Questi sintomi neurologici possono essere accompagnati da mal di testa, vertigini e, in casi più rari, alterazioni dell’equilibrio. È fondamentale riconoscere che questi segni e sintomi non sono esclusivi dell’artrosi cervicale e possono sovrapporsi o essere confusi con quelli di altre patologie cervicali.

Valutazione clinica e diagnosi differenziale

La diagnosi di artrosi cervicale si basa su un attento esame clinico, supportato da tecniche di imaging come la radiografia, la risonanza magnetica (RM) o la tomografia computerizzata (TC). Durante l’esame clinico, il professionista sanitario valuterà la storia medica del paziente, i sintomi presentati e procederà con un esame fisico mirato. L’obiettivo è identificare la presenza di limitazioni nel movimento, aree di dolore alla palpazione e valutare la funzionalità delle strutture neurologiche coinvolte.

La radiografia della colonna cervicale può rivelare alterazioni tipiche dell’artrosi, come il restringimento dello spazio articolare, la presenza di osteofiti (escrescenze ossee) e la sclerosi subcondrale. Tuttavia, per una valutazione più dettagliata delle strutture molli, come i dischi intervertebrali e le radici nervose, la RM è considerata lo standard di riferimento, offrendo immagini ad alta risoluzione senza l’esposizione a radiazioni ionizzanti.

La diagnosi differenziale è essenziale per escludere altre condizioni che possono presentare sintomi simili, tra cui ernie del disco, spondilolistesi, mielopatia cervicale o neoplasie. Inoltre, condizioni non spinali, come patologie cardiache o tiroidee, possono manifestare sintomi che mimano quelli dell’artrosi cervicale, sottolineando l’importanza di un approccio diagnostico completo e multidisciplinare.

In conclusione, data la complessità dei sintomi e delle possibili condizioni sovrapposte, è di fondamentale importanza che ogni individuo che sperimenti sintomi persistenti o preoccupanti al collo e alle aree circostanti si rivolga a un medico per una valutazione approfondita. Solo un professionista sanitario può determinare la causa esatta dei sintomi e sviluppare un piano di trattamento personalizzato, che può includere farmaci, fisioterapia, modifiche dello stile di vita o, in casi selezionati, interventi chirurgici. È cruciale non sottovalutare i segnali inviati dal proprio corpo e cercare tempestivamente consulenza medica per prevenire l’aggravarsi della condizione e migliorare la qualità della vita.

Riferimenti:

  • Linee guida per la gestione dell’artrosi cervicale, Società Italiana di Reumatologia.
  • Principi di Neurologia, Adams e Victor.
  • Imaging dell’artrosi cervicale, Rivista di Radiologia Muscoloscheletrica.

In caso di sintomi sospetti o persistenti, è sempre raccomandato rivolgersi al proprio medico curante, che potrà decidere gli approfondimenti diagnostici più appropriati sulla base del quadro clinico presentato dal paziente.

Elena Domazzani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *