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Artrosi

Quali sono i sintomi dell’artrosi?

L'artrosi, una patologia degenerativa delle articolazioni, si manifesta attraverso un insieme di sintomi che possono variare in intensità e frequenza a seconda dello stadio della malattia e delle articolazioni coinvolte.

3 Maggio 2024
atrosi

Identificazione dei sintomi primari dell’artrosi

Tra i sintomi primari, il dolore articolare emerge come il segnale più comune e immediato. Questo sintomo tende a svilupparsi gradualmente, inizialmente manifestandosi solo dopo periodi di attività o esercizio fisico e successivamente diventando più persistente. Il dolore può essere descritto come un senso di fastidio, bruciore o fitte acute, che limita notevolmente la gamma di movimento dell’individuo.

Un altro sintomo chiave è la rigidità articolare, particolarmente evidente al risveglio o dopo periodi di inattività. Questa sensazione di rigidità tende a diminuire con il movimento, sebbene nelle fasi avanzate della malattia possa rimanere un ostacolo costante alla fluidità dei movimenti. La rigidità è spesso accompagnata da una perdita di flessibilità nell’articolazione, che compromette la capacità di eseguire movimenti che prima erano semplici o automatici.

In aggiunta, si osserva frequentemente un’alterazione della forma delle articolazioni colpite. Questo cambiamento può essere dovuto sia alla degenerazione del tessuto cartilagineo sia alla formazione di osteofiti, piccole escrescenze ossee che tendono a formarsi nei bordi delle articolazioni come risposta all’infiammazione cronica. Queste alterazioni morfologiche possono contribuire non solo al dolore e alla rigidità ma anche a un visibile gonfiore dell’articolazione, rendendo evidente l’impairment funzionale e estetico.

Progressione e manifestazioni secondarie dell’artrosi

Con il progredire dell’artrosi, i sintomi tendono a intensificarsi e a diventare più persistenti, influenzando significativamente la qualità della vita dell’individuo. La progressione della patologia può portare a una limitazione marcata della mobilità articolare, con conseguente difficoltà nelle attività quotidiane come camminare, salire le scale, o persino compiti semplici come aprire un barattolo. Questa limitazione della mobilità è spesso accompagnata da un aumento del dolore, che può diventare costante e meno gestibile con i rimedi convenzionali.

Un’altra manifestazione secondaria dell’artrosi è il crepitio articolare, ovvero un rumore o una sensazione di scricchiolio avvertita durante il movimento dell’articolazione colpita. Questo fenomeno è dovuto alla frizione tra le superfici articolari che, a causa della degenerazione del tessuto cartilagineo, non sono più in grado di scorrere liscie l’una sull’altra. Il crepitio può essere accompagnato da una sensazione di disagio o dolore e rappresenta un chiaro indicatore della compromissione della funzionalità articolare.

Infine, l’infiammazione delle articolazioni colpite può portare a episodi di sinovite, caratterizzati da gonfiore, calore e rossore dell’articolazione. Questi episodi possono variare in frequenza e intensità, ma tendono a peggiorare con l’avanzare della malattia, contribuendo ulteriormente al dolore e alla limitazione del movimento. La sinovite è spesso un segnale che l’artrosi sta progredendo verso stadi più avanzati, richiedendo interventi terapeutici più mirati e intensivi.

Riferimenti

Le informazioni presentate in questo documento sono basate su dati e ricerche provenienti da fonti autorevoli nel campo della medicina e dell’ortopedia, tra cui pubblicazioni scientifiche, linee guida cliniche rilasciate da enti di ricerca medica di rilievo internazionale e studi condotti da istituti specializzati nella ricerca sulle malattie degenerative delle articolazioni.

In presenza di sintomi che potrebbero indicare l’artrosi, è essenziale rivolgersi a un medico per una valutazione approfondita. Solo un professionista sanitario può fornire una diagnosi accurata e consigliare il percorso terapeutico più adatto alle specifiche esigenze del paziente. La gestione dell’artrosi richiede un approccio olistico che può includere modifiche allo stile di vita, terapie farmacologiche, fisioterapia e, in alcuni casi, interventi chirurgici. La consulenza di un medico è quindi cruciale per identificare la strategia di trattamento ottimale e mitigare l’impatto della malattia sulla qualità della vita.

Elena Domazzani

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