Ambiente

Pm10 e qualità dell’aria

I molteplici rischi per la salute delle persone e per l’ambiente

10 Febbraio 2024

Tantissimi i cosiddetti giorni di sforamento delle Pm10: le aree più critiche sono Milano, Monza, Bergamo e Brescia, città ad alto tasso demografico e fortemente industrializzate. E l’inquinamento atmosferico è in grado di causare gravi problemi alla nostra salute.

Ma che cosa si intende per Pm10? 

Acronimo di Particulate Matter o particolato aerodisperso 10, con questo termine si intende il materiale disperso nell’aria che include una miscela di microscopiche sostanze; il numero 10 si riferisce alla densità di tale particolato, che è pari o inferiore a 10 µm (10 millesimi di millimetro). Fonti di tali emissioni sono i processi di combustione dei combustibili fossili: dagli scarichi dei veicoli a motore agli impianti di riscaldamento; ma anche dei processi di combustione a biomasse legnose (stufe a legna, camino e stufe a pellet), passando per i processi industriali, per l’usura di pneumatici, per la polvere proveniente da strade non asfaltate e per il consumo dell’asfalto. 

L’inquinamento atmosferico (soprattutto da PM2.5 o particolato fine) da solo può ridurre l’aspettativa di vita di 2,9 anni, come afferma lo studio Global Burden of Disease (GBD). La stima è che nel 2019 7 milioni di decessi siano stati direttamente riconducibili all’inquinamento nel mondo (4,1 da inquinamento ambientale e 2,3 da inquinamento domestico). 

Secondo l’OMS, l’esposizione alle polveri sottili sarebbe responsabile di circa 2 milioni di morti per cancro: all’interno di queste polveri, infatti, si trovano numerosi composti cancerogeni, tanto che l’nternational Agency for Research on Cancer riporta gli inquinanti atmosferici nel Gruppo 1 delle sostanze cancerogene. Oltre ai tumori ai polmoni e ad altri organi, il particolato può essere responsabile anche di danni ai tessuti, tosse cronica, asma e allergie con conseguenze respiratorie.

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(Ph. Shutterstock)

 
Serena Balbo

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