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Artrosi

Perché viene l’artrosi al ginocchio?

Fattori di rischio e patogenesi dell'artrosi al ginocchio

7 Maggio 2024
atrosi

L’artrosi al ginocchio, nota anche come gonartrosi, rappresenta una delle patologie degenerative più comuni che affligge l’articolazione del ginocchio, caratterizzata da un progressivo deterioramento della cartilagine articolare. La comprensione dei fattori di rischio e dei meccanismi patogenetici alla base di questa condizione è essenziale per lo sviluppo di strategie preventive ed interventi terapeutici mirati.

Tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo dell’artrosi al ginocchio, l’età avanzata si pone come uno dei più significativi, con un’incidenza che tende ad aumentare progressivamente con il passare degli anni. Altri fattori predisponenti includono il sesso femminile, l’obesità, la predisposizione genetica, e la presenza di malattie metaboliche come il diabete. Inoltre, lesioni pregresse al ginocchio, attività lavorative o sportive che impongono un carico eccessivo sull’articolazione e alterazioni biomeccaniche come il disallineamento dell’asse delle gambe possono accelerare il processo degenerativo.

La patogenesi dell’artrosi al ginocchio è un processo multifattoriale che coinvolge sia fattori biomeccanici che biochimici. Il deterioramento della cartilagine articolare è il risultato di un disequilibrio tra i processi di degradazione e quelli di riparazione del tessuto cartilagineo. Le forze meccaniche eccessive o anomale, insieme a fattori infiammatori, contribuiscono alla distruzione delle componenti della matrice extracellulare della cartilagine. Questo processo è mediato da una varietà di enzimi proteolitici, citochine pro-infiammatorie e mediatori del dolore, che promuovono l’infiammazione e il dolore, caratteristici dell’artrosi.

Approcci terapeutici e gestione dell’artrosi al ginocchio

La gestione dell’artrosi al ginocchio richiede un approccio multidisciplinare, volto a ridurre il dolore, migliorare la funzionalità articolare e rallentare la progressione della malattia. Le opzioni terapeutiche disponibili sono varie e vanno scelte in base alla gravità dei sintomi, alle condizioni generali del paziente e alla presenza di eventuali comorbidità.

Tra le prime misure adottate vi è la modifica dello stile di vita, che comprende la perdita di peso in caso di sovrappeso o obesità, per ridurre il carico sull’articolazione del ginocchio. L’esercizio fisico regolare, in particolare attività a basso impatto come il nuoto o la bicicletta, è raccomandato per mantenere la mobilità articolare e rinforzare la muscolatura periarticolare. L’uso di ortesi o tutori può essere utile per correggere eventuali disallineamenti e distribuire in modo più uniforme il carico sull’articolazione.

La farmacoterapia gioca un ruolo cruciale nel controllo del dolore e dell’infiammazione. Gli analgesici, come il paracetamolo, e gli antiinfiammatori non steroidei (FANS) sono comunemente impiegati. In casi selezionati, possono essere considerate infiltrazioni intra-articolari di corticosteroidi o di acido ialuronico, per un sollievo sintomatico a breve termine. Tuttavia, è necessario valutare attentamente i potenziali effetti collaterali e le controindicazioni di questi trattamenti.

Nei casi di artrosi avanzata, dove le misure conservative non sono più efficaci, può essere presa in considerazione la chirurgia, come l’osteotomia per correggere il disallineamento osseo o la sostituzione totale del ginocchio (artroplastica). Queste procedure mirano a ripristinare la funzionalità articolare e migliorare significativamente la qualità di vita del paziente.

Riferimenti

Le informazioni presentate si basano su dati provenienti da fonti autorevoli nel campo della medicina e dell’ortopedia, tra cui la “American Academy of Orthopaedic Surgeons” (AAOS), il “National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases” (NIAMS) e la “Osteoarthritis Research Society International” (OARSI).

In presenza di sintomi che possono suggerire l’insorgenza dell’artrosi al ginocchio, è di fondamentale importanza rivolgersi a un medico specialista. Solo un professionista sanitario qualificato è in grado di effettuare una valutazione accurata della condizione del paziente e di proporre il percorso terapeutico più adeguato alle sue esigenze specifiche. La diagnosi precoce e un approccio terapeutico personalizzato sono cruciali per ottimizzare i risultati del trattamento e preservare la funzionalità articolare nel lungo termine.

Elena Domazzani

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