Economia e lavoro

Pasqua in rosso, e non solo nel colore

Festività in lockdown, licenziamenti e un'economia a pezzi. E ancora blocchi su AstraZeneca. Cosa c'è da festeggiare?

4 Aprile 2021

E lo Stivale si ritrova per la seconda Pasqua consecutiva in lockdown. Con buona pace delle attività di ristorazione che, dopo un Natale a dir poco “indimenticabile”, ora si ritrovano ancora una volta stretti nella morsa della serrata totale. Non sono le uniche categorie ovviamente a lamentare una stanchezza generale dettata da cambi di colore settimanali, stop improvvisi e riaperture, DAD e scuola parzialmente in presenza.

 

E i licenziamenti? Secondo l’Ufficio Studi CGIA in un anno sono 450mila i posti di lavoro andati in fumo, e la luce in fondo al tunnel neppure si intravede facendosi strada sempre più l’ombra dello sblocco licenziamenti previsto per fine giugno per grandi aziende e PMI e con la seconda tornata in autunno per le piccole imprese. Senza contare le tante serrande che non verranno più alzate, con titolari di palestre, centri estetici, alberghi e luoghi d’intrattenimento e cultura. Cinema e teatri sembrano essere quasi scomparsi dalla memoria collettiva, con un vero e proprio boom dell’on demand che ha messo letteralmente KO grande schermo e palcoscenico.

 

E la luce in fondo al tunnel della quale si sente parlare da mesi a questa parte quindi? I vaccini, questa la soluzione. Cambio al timone quindi con il commissario Figliuolo che ha annunciato di poter raggiungere le 500mila vaccinazioni al giorno a partire da fine mese, così da chiudere entro settembre la campagna vaccinale. Buoni propositi, ma i fatti sembrano dire tutt’altro con le Regioni che implorano dosi e che si ritrovano alle prese con ennesimi stop e ritardi.

 

Non solo. La paura di effetti avversi e l’assenza di linee guida a livello mondiale per la somministrazione dei vaccini ha fatto il resto. E ancora, ritorna alla ribalta AstraZeneca con l’Olanda che mette in stand-by il farmaco scudo e la Germania che lo somministra solo ad over 60, evitando quindi la seconda dose alle fasce d’età più giovani per le quali verrà utilizzata una dose di vaccino mRna. Scelta quest’ultima alla quale l’Italia sembra comunque strizzare l’occhio con il Cts e il Ministero della Salute che, come riporta oggi il Fatto Quotidiano, starebbero valutando l’ipotesi di non inoculare il vaccino anglo-svedese ai più giovani. E questo cosa innescherebbe? Di certo un’ulteriore frenata, l’ennesima, alla quale neppure l’arrivo del monodose J&J potrà far fronte.

 

Insomma, nessuna sorpresa in quest’uovo di Pasqua. O almeno, nessuna bella. Meglio a questo punto risparmiarlo per la prossima. Nella speranza di poterlo rompere.

 

(ph: Imagoeconomica)

Nico Parente

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