Pap test e HPV test: cosa cambia e perché sono così importanti

Pap test e HPV test: differenze, indicazioni e frequenza nello screening cervicale; linee guida per 25–30 e over 30, prevenzione con vaccino HPV

2 Gennaio 2026 a cura di
Pap test e HPV test: cosa cambia e perché sono così importanti

Il tumore del collo dell’utero rappresenta una delle neoplasie più prevenibili grazie a programmi di screening efficaci. Due esami fondamentali in questo contesto sono il Pap test e l’HPV test, ciascuno con caratteristiche specifiche e ruoli distinti nella prevenzione.

Cos’è il Pap test

Il Pap test, o test di Papanicolaou, è un esame citologico utilizzato per individuare alterazioni cellulari nella cervice uterina. Durante l’esame, il medico preleva delicatamente cellule dalla superficie del collo dell’utero utilizzando una spatola e uno spazzolino conico. Queste cellule vengono poi analizzate al microscopio per rilevare eventuali anomalie che potrebbero indicare lesioni precancerose o cancerose. Fondazione Veronesi

Questo test è indolore, sebbene alcune donne possano avvertire un lieve disagio durante la procedura. È consigliato alle donne di età compresa tra i 25 e i 30 anni, con una frequenza triennale, soprattutto per coloro che non sono state vaccinate contro l’HPV o che sono state vaccinate dopo i 15 anni.

In caso di risultati anomali, possono essere necessari ulteriori approfondimenti diagnostici, come la colposcopia o una biopsia, per determinare la natura delle alterazioni riscontrate.

È importante sottolineare che il Pap test non solo rileva alterazioni cellulari, ma può anche evidenziare infezioni di natura fungina, batterica o virale, fornendo così un quadro più completo della salute cervicale. Ospedale Niguarda

Pap test e HPV test: cosa cambia e perché sono così importanti

Cos’è l’HPV test

L’HPV test è un esame molecolare che rileva la presenza del DNA del Papillomavirus Umano (HPV) nelle cellule della cervice uterina. Questo virus è responsabile della quasi totalità dei tumori cervicali.

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La procedura per l’HPV test è simile a quella del Pap test: il medico preleva un campione di cellule dalla cervice, che viene poi analizzato in laboratorio per identificare la presenza di ceppi di HPV ad alto rischio oncogeno.

Secondo le linee guida attuali, l’HPV test è raccomandato per le donne di età superiore ai 30 anni, con una frequenza quinquennale. Questo perché, in questa fascia d’età, l’HPV test ha dimostrato una maggiore efficacia nel rilevare precocemente infezioni persistenti che potrebbero evolvere in lesioni precancerose.

In caso di positività all’HPV test, è fondamentale un monitoraggio attento. Spesso, l’infezione da HPV può risolversi spontaneamente; tuttavia, se persiste, aumenta il rischio di sviluppare lesioni precancerose.

Differenze principali

Il Pap test e l’HPV test differiscono per obiettivi e modalità di rilevazione. Il Pap test identifica alterazioni cellulari già presenti, indicando possibili lesioni precancerose o cancerose. L’HPV test, invece, rileva la presenza del virus HPV, permettendo di individuare infezioni potenzialmente pericolose prima che causino modificazioni cellulari.

Un’altra differenza riguarda la sensibilità e la specificità dei test. L’HPV test ha una sensibilità maggiore nel predire lo sviluppo di lesioni che potrebbero evolvere in tumori, ma una specificità minore, poiché può identificare anche infezioni destinate a risolversi spontaneamente.

Le linee guida attuali suggeriscono l’uso del Pap test ogni tre anni per le donne tra i 25 e i 30 anni (non vaccinate o vaccinate dopo i 15 anni), mentre per tutte le donne sopra i 30 anni è raccomandato l’HPV test ogni cinque anni.

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È fondamentale seguire le indicazioni del proprio medico, che, basandosi sulla storia clinica personale e sui risultati degli esami, potrà prevedere un calendario diagnostico personalizzato.

Importanza della prevenzione

La prevenzione del tumore del collo dell’utero si basa su due pilastri fondamentali: la vaccinazione contro l’HPV e lo screening regolare mediante Pap test e HPV test. GVM

La vaccinazione contro l’HPV è uno strumento efficace per prevenire l’infezione da ceppi di HPV ad alto rischio oncogeno. È consigliata sia per le ragazze che per i ragazzi, preferibilmente prima dell’inizio dell’attività sessuale.

Lo screening regolare consente di individuare precocemente eventuali infezioni da HPV o alterazioni cellulari, permettendo interventi tempestivi che riducono significativamente il rischio di progressione verso forme tumorali invasive.

Adottare uno stile di vita sano, evitare il fumo e utilizzare metodi contraccettivi di barriera durante i rapporti sessuali sono ulteriori misure che contribuiscono a ridurre il rischio di infezione da HPV e, di conseguenza, di sviluppare il tumore cervicale.

In presenza di sintomi o dubbi riguardanti la salute ginecologica, è consigliabile consultare un medico per una valutazione appropriata.

Approfondimenti

Fondazione Umberto Veronesi

ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

ATS Brescia