In 10 anni in Veneto si è registrato un aumento di circa il 9% dei casi di tumore al seno che oggi arrivano a quasi 5.000 l’anno. La lotta contro questa patologia si vince con la prevenzione e con la qualità delle cure.
“Ottobre in rosa” è un appuntamento importante per i tumori al seno perché sensibilizza la popolazione femminile, come sottolinea l’assessore alla Sanità e Sociale del Veneto Manuela Lanzarin.
Assessore Lanzarin il tumore al seno è senza dubbio diffuso, ma è anche quello in cui la prevenzione gioca un ruolo importante.
«La sfida contro questo tumore che colpisce sempre più donne si gioca proprio sulla prevenzione, che vuol dire controlli, verifiche e qualità della vita. Non si deve mai dimenticare che un sano e corretto stile di vita, movimento costante e cura dell’alimentazione sono alla base della prevenzione. E i vantaggi del prevenire una patologia sono evidenti. E non solo dal punto di vista medico e umano, che sono naturalmente gli aspetti più importanti, ma anche economico: pensiamo ai costi di un percorso di cura per il sistema sanitario e alle giornate di lavoro perse».
Il Veneto è stata la prima regione in Italia a dotarsi delle breast unit…
«Sì, nello specifico ogni Ulss ha una unità per la cura del tumore al seno e questo permette alle donne di trovare risposte mirate e di qualità e di poter avere un percorso completo prima, durante e dopo. Quindi nella fase dello screening, nella cura quando si scopre la patologia e nelle ricadute post terapia, come la ricostruzione con la chirurgia estetica, il percorso riabilitativo e il supporto psicologico per consentire un ritorno veloce alla normalità».
Parlando di screening, il Veneto ha modificato l’età di accesso.
«In Veneto si attua lo screening mammografico con una aderenza che è ben al di sopra della media nazionale. Recentemente abbiamo anche alzato l’età, è infatti ora rivolto a tutte le donne che abitano in Veneto tra i 50 e i 74 anni. C’è poi un recentissimo progetto partito con lo Iov e che riguarda le donne che hanno una familiarità con il tumore al seno. Prevede la presa in carico delle donne dai 45 anni anni fino ai 50, età in cui entrano nel percorso dello screening tradizionale».
La sanità prevede sempre più percorsi personalizzati…
«La buona Sanità è alla fine un “vestito sartoriale”, ascolta i bisogni e cerca di dare risposte mirate e che considerino anche l’aspetto umano e psicologico. Per questo è molto importante anche puntare sulle campagne informative, per aiutare le persone a capire quali possono essere le risposte ai bisogni. Come è fondamentale, soprattutto quando si parla di temi così delicati, il supporto del volontariato».
Il mondo delle associazioni è un alleato della sanità pubblica.
«Fondamentale per sensibilizzare, far emergere i problemi, essere di supporto e di accompagnamento alle persone che si trovano a vivere un momento molto complesso della propria vita. Al volontariato non si può che dire grazie».




