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Approfondimenti

Medicina moderna. Nel DNA di ogni pediatra c’è la prevenzione e l’attenzione al sociale

Giuseppe Di Mauro, presidente SIPPS: «Il pediatra è il medico del bambino e di tutta la famiglia. Dobbiamo sforzarci nel sociale»

25 Settembre 2020

«L’espressione “Pediatria Preventiva”  ̶  spiega Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS)  ̶  la usiamo come rafforzativo dell’attività del pediatra di base, sempre pronto a volgere uno sguardo al sociale, ovvero all’interno della famiglia. Il pediatra non è lo specialista di un organo o di un apparato, ma è il medico del bambino e di tutta la famiglia, nonni compresi».

 

Tuttavia il pediatra «sa fare molto bene il lavoro su diagnosi e terapia, ma deve alzare l’asticella nel sociale perché le problematiche sono diverse e le famiglie di oggi sono cambiate: le separazioni sono in aumento, i bambini spesso crescono con un solo genitore e poi c’è tutta l’area della disabilità, della cronicità e del bambino migrante». La SIPPS è consapevole di questa sfida e la mette al centro degli obiettivi di “Napule è… Pediatria Preventiva e Sociale”, la tre giorni di formazione destinata ai pediatri italiani che si è tenuta in live streaming.

 

«Non si possono chiudere gli occhi  ̶  avverte Di Mauro  ̶ . Il pediatra faccia uno sforzo nel sociale perché le famiglie ce lo chiedono e se lo aspettano». E in questo lavoro il territorio riveste un ruolo centrale: «Per fronteggiare la pandemia dobbiamo rafforzare e mantenere alta l’attenzione sul territorio. Sono stati fatti investimenti economici, costruiti nuovi ospedali e rafforzate le risorse umane, perché oggi siamo certi che la partita la giochiamo in questi ambiti. Possiamo non far saltare il sistema sociale se tutti facciamo la nostra parte  ̶  continua il presidente della SIPPS  ̶ .  Ci sono percorsi e progetti precisi da seguire per dare risposta alle famiglie che, soprattutto negli ultimi mesi, sono state messe a dura prova e sono esasperate».

 

Di Mauro tuttavia si dice ottimista e conclude dicendo: «Vedo un percorso che può funzionare se non ci saranno furbi o mancanze».

(ph: Shutterstock)

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