Il processo e la spinta verso una nuova prospettiva della Medicina del Territorio dovrà necessariamente articolarsi intorno ad una conoscenza sempre più profonda della personalità dell’utente. Il concetto di prossimità non può infatti coniugarsi solo con quello di territorialità, va esteso al concetto di vicinanza al paziente. Bisogna sensibilizzare, prevenire, educare, contando sulla partecipazione attiva dell’utente nelle decisioni che riguardano i processi di cura (empowerment).
L’approccio “patient centred” di cui si parla oggi molto nel mondo sanitario, mira a scrutare le esigenze del paziente da una lente interpretativa diversa rispetto a quella puramente clinica, perché le esigenze sono multiformi, in quanto coinvolgono appieno anche la sfera emotiva e sensoriale della persona.
La “complessità” del paziente viene spesso associata ad un quadro clinico complesso (ad esempio se il paziente è affetto da più patologie), in realtà la complessità andrebbe intesa in un’accezione più ampia: il paziente è infatti complesso in quanto è un soggetto multidimensionale. Nel formulare un piano terapeutico non si può fare a meno di considerare la personalità del paziente, il suo modo di agire, di essere, il contesto in cui vive, le relazioni familiari e sociali.
Questo approccio mette in luce quanto sia difficile oggi comprendere le esigenze e le aspettative del paziente. Tutta l’attività che ruota intorno alla raccolta delle informazioni sul paziente è finalizzata a comprendere e mettere in relazione la qualità attesa ex ante con la qualità percepita.
Il Fascicolo Sanitario Elettronico, strumento principe della medicina del territorio, mira a raccogliere in un unico contenitore il maggior numero di informazioni sul paziente, anche quelle cosiddette extracliniche, che generalmente includono poco più che i dati anagrafici. I software che vengono utilizzati come programmi gestionali aiutano a catalogare le informazioni, ma per comprendere la personalità e le esigenze del paziente occorre metterle in relazione, costruire le mappe familiari, sviluppare un sensibilità nella lettura dei dati (formali ed informali) per andare oltre l’indagine anamnestica.
È necessario che i medici e lo staff che operano all’interno delle strutture sanitarie territoriali sappiano cogliere una nuova dimensione della Salute e della malattia, che includa l’interpretazione del paziente (illness) andando oltre l’aspetto biologico (diseas), per gettare le basi di una vera alleanza terapeutica.
Identità del paziente
Tracciare un profilo identitario del paziente, che tuttavia non può essere considerato un’entità predefinita, statica, aiuta a mettere a fuoco le sue esigenze, la sua personalità.
L’attività lavorativa, il percorso professionale, i ruoli ricoperti nel passato, contribuiscono a comprendere la sua identità professionale che influisce su molti aspetti della vita quotidiana, come il valore del tempo. Bisogna però tener presente che il mondo del lavoro in questi ultimi decenni ha subito una profonda trasformazione, non è più possibile, infatti, inquadrare all’interno di rigide gabbie molte attività lavorative.
Con l’identità sociale si vuole invece sottolineare il ruolo che la persona riveste nel contesto in cui vive, anche se spesso si rischia di cadere in stereotipi che non sempre giovano per metterne a fuoco la vera personalità.
L’identità personale rappresenta infine la sintesi delle caratteristiche fisiche, psicologiche, culturali, professionali. Racchiude il modo di porsi della persona, di affrontare i problemi, di esprimere interessi, i rapporti affettivi etc., insomma ciò che fa dell’individuo un unicum.
Il carattere
Dell’identità personale fanno parte i dettagli, le sfumature come i tratti caratteriali che offrono una rappresentazione del sé, un modo per manifestarsi agli altri.
Fra i tanti studi sul carattere, l’enneagramma ha acquisito nella pratica un certo rilievo: analizza diversi tipi di personalità, partendo da nove tipologie di caratteri chiamati “enneatipi” (Il perfezionista, il premuroso, il manager, il romantico, l’eremita, lo scettico, il viaggiatore, il leader, il mediatore).
Ogni enneatipo si riconosce attraverso quella che viene definita la sua passione dominante, che permette di individuare le attitudini, l’interesse di una persona.
Il contesto familiare: uso delle mappe
Il contesto familiare del paziente ha un ruolo molto importante non solo dal punto di vista clinico (considerando l’aspetto genetico di molte patologie), quanto dal punto di vista relazionale. Sarebbe interessante organizzare una vera e propria mappatura dei nuclei familiari dei pazienti mettendo in relazione le patologie, gli stili di vita, l’alimentazione, le attività lavorative etc. Il Medico di Medicina Generale, perno della Medicina del Territorio, considerato a tutti gli effetti il medico di fiducia, possiede delle preziose informazioni che andrebbero organizzate, rese disponibili e fruibili da tutti i componenti del Team.
La famiglia è molto più di un insieme di persone, esiste un vero e proprio ordito di rapporti affettivi e relazionali entro cui si svolge la trama delle storie personali. Alla gerarchia dei legami familiari (nonni, figli, nuore, nipoti etc.) andrebbe affiancata una vera e propria mappa delle relazioni, fili invisibili che mettono in luce le dinamiche dei rapporti interni al nucleo familiare, tenendo presente che oggi la famiglia è ben distante da quella patriarcale di un tempo. Gli eventi come la nascita di un figlio, un trasloco, la perdita del lavoro, la separazione di una coppia ridisegnano costantemente il nucleo familiare e le dinamiche di relazione che si sviluppano al proprio interno.
Il contesto sociale
Se si vuole considerare la persona nella sua interezza, non si può trascurare il contesto sociale in cui vive e lavora. Le relazioni sociali fanno parte della vita di ognuno. I significati e i processi di costruzione della personalità si formano nell’ambiente in cui si vive e lavora, luogo di incontro, di scambio, di formazione, di contaminazione delle idee.
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