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Medical English: la cura giusta per la propria professione

Ecco perché ad oggi è un requisito fondamentale

7 Giugno 2021

Conoscere l’inglese è ormai un requisito fondamentale per svolgere qualsiasi professione, sia all’estero che in Italia. Il settore medico non fa eccezione, visto che negli ultimi anni ha visto questo idioma imporsi come lingua di comunicazione standard.

Inoltre nell’ultimo decennio oltre 31.000 dottori e infermieri hanno lasciato l’Italia per lavorare altrove, ovvero il 53% del totale dei professionisti emigrati. Le mete preferite sono Belgio, Svizzera e Regno Unito.

 

Il Nursing & Midwifer Council indica in ben 2500 unità il numero di infermieri italiani in Inghilterra con la Federazione Nazionale Collegi Infermieri che sostiene ci sia stato un incremento addirittura del 70% solo nell’ultimo triennio.

Gli infermieri stranieri che vogliono lavorare in Inghilterra devono superare, come è giusto che sia, l’esame di lingua IELTS e svolgere un corso all’interno del quale almeno il 75% del tempo dovrà comprendere pratica clinica in inglese.

 

I termini medici in inglese sono spesso di origine greca o latina, e per questo risultano abbastanza simili ai corrispondenti in italiano. Ma bisogna prestare estrema attenzione ai false friends: a volte, la somiglianza inganna! Anche i termini composti e le espressioni utilizzate nel lessico comune possono essere fraintese.

Spesso, la lingua inglese associa al termine più propriamente scientifico un termine più gergale, entrato nell’uso comune. Qualche esempio? La varicella diventa chicken pox, una acute laryngothracheitis (laringotracheite acuta) diviene croup, la rubella (rosolia) diventa german measles, una infectious parotitis (orecchioni) viene chiamata mumps.

 

È interessante notare come l’inglese medico sia molto più immediato, trasparente ed accessibile rispetto al corrispettivo linguaggio italiano: lo scopo del Medical English sembra essere la volontà di chiarezza e di favorire l’immediata comprensione, anche da parte dei non addetti ai lavori. Al contrario, l’italiano medico presenta una marcata complessità a livello sia di sintassi che di registro. Ecco qualche esempio: se in un ospedale italiano è frequente sentire frasi come “il paziente è sottoposto a trattamento eparinico”, in inglese i pazienti semplicemente “receive heparin”; se in Italia si contano gli “eritrociti” o “emazie”, nei paesi anglofoni o comunque nei contesti internazionali si fa riferimento alle “red blood cells”; mentre in Italia molte persone “soffrono di cefalea”, in inglese si dice che “they have a headache”; lo stesso “esame emocromocitometrico” diventa in inglese il ben più intuitivo “blood count”.

 

Proprio per questa esigenza negli ultimi anni sono stati sviluppati percorsi linguistici specifici rivolti a medici e personale sanitario, mirati ad aumentare le competenze linguistiche per poter fare la differenza nel settore sanitario.

 

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Non ti resta che cliccare su questo link per saperne di più!

 

Con il contributo di Wall Street English

(ph: Shutterstock)

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