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Maltempo Nord Italia, è ancora allerta: emergenza in Lombardia e Veneto

16 Maggio 2024

(Adnkronos) – Il maltempo sferza il Nord Italia. Temporali, nubifragi, esondazioni, frane e smottamenti hanno riguardato diverse regioni. E, sulla base dei fenomeni previsti e in atto, è stata valutata anche per la giornata di oggi giovedì 16 maggio, allerta arancione su parte di Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Inoltre è prevista allerta gialla su Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e su parte di Lombardia, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna e Marche. 

A Milano ieri hanno esondato Seveso e Lambro, alcune strade sono state chiuse e diverse linee Atm sono state deviate o limitate. E una nuova ondata di maltempo potrebbe abbattersi oggi pomeriggio sulla Lombardia e sul capoluogo con forti piogge e temporali. Secondo Arpa Lombardia le precipitazioni saranno “diffuse dalla notte, con rovesci e temporali nel pomeriggio e in serata sulla fascia di pianura e pedemontana”. A Milano non era mai caduta tanta pioggia come nella giornata di ieri. Un record, per il capoluogo lombardo, che non si registrava da 170 anni, come ha spiegato l’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli. Ieri si sono infatti registrati 120-130 mm localizzati di pioggia in un solo giorno. Il record era 98, era stato toccato nel 1990. 

In Veneto continua il lavoro delle squadre dei Vigili del fuoco per il maltempo che ha colpito la regione: oltre 280 i soccorsi effettuati complessivamente dalle 20 di ieri sera. Particolarmente colpite le province di Verona e Padova, nei comuni di Montagnana e Casale di Scodosia. A Soave (Verona) alcuni automobilisti bloccati in un sottopasso allagato sono stati soccorsi dai sommozzatori del Corpo nazionale. 

Per sicurezza sono state interrotte le linee ferroviarie da Vicenza verso Padova, Treviso e Schio. Anche il fiume Brenta, che attraversa Bassano del Grappa (Vicenza), si è alzato nel corso della notte ma restando entro gli argini. Nel pomeriggio attese ulteriori precipitazioni che però non dovrebbero raggiunge 

L’allerta continua su tutti i bacini del Veneto e in particolare nel Vicentino, dove il Bacchiglione e gli altri hanno superato le soglie di guardia, tanto che nel corso della notte è stato necessario aprire i bacini di laminazione per proteggere da possibili allagamenti la zona, in particolare quello di Trissino (Vicenza) sta lavorando a pieno regime. Nel Vicentino sono caduti 223 mm di pioggia a Velo d’Astico, 203 ad Arsiero, 187 nelle Valli del Pasubio e 177 a Recoaro. 

Dalle 20 di ieri sono stati effettuati circa 50 interventi per allagamenti e smottamenti che hanno colpito in particolare la zona dell’est sud-est di Verona, dove in ogni caso non risultano persone ferite. Tra i comuni più colpiti, San Bonifacio, Soave, Bevilacqua, Legnago, Albardo d’Adige. Impegnati, oltre a squadre di vigili del fuoco veronesi, anche pompieri provenienti dai comandi di Rovigo e Treviso. 

Due ponti sono crollati a Malo (Vicenza) e tre argini hanno ceduto a Isola Vicentina, Castelnuovo e tra Zimella e Cologna Veneta (Verona). Fino a tutto domani la situazione è considerata critica, con particolare attenzione alla parte orientale della regione, quindi parzialmente il Trevigiano ma soprattutto il Veneziano al confine don Friuli Venezia Giulia, per cui i fiumi Livenza, Meduna e Tagliamento sono sotto osservazione. 

Due carabinieri in servizio a Schio (Vicenza) si sono immersi nelle acque torrenziali, portando in salvo due donne rimaste bloccate in un’utilitaria. Poco prima della mezzanotte di ieri, le due donne hanno chiamato il 112 implorando aiuto: le acque torrenziali avevano invaso la strada e un mare di acqua e fango aveva investito la loro autovettura, raggiungendo rapidamente l’altezza dei finestrini. I due carabinieri, una volta giunti sul posto, hanno deciso di sfidare le basse temperature dell’acqua e di farsi largo attraverso fango e detriti, vincendo la corrente: raggiunta l’auto e tranquillizzate le due donne, sono riusciti a estrarle dai finestrini, portandole in salvo caricandosele in braccio. Stamane le due donne hanno telefonato alla compagnia di Schio ringraziando l’arma e i due militari con voce spezzata dall’emozione. 

L’annuncio del presidente della regione Veneto Luca Zaia che sta monitorando la situazione dalle sede della Protezione civile regionale: “Questa è tecnicamente un’alluvione che a metà maggio, onestamente, non ce l’aspettavamo proprio. Non si ricordano fenomeni come questo in tale periodo. Abbiamo aperto tutti i bacini di laminazione. Ieri sera non pensavamo che la situazione si sarebbe evoluta in tale modo. Quindi abbiamo ufficialmente istituito l’unità di crisi e dichiarato lo stato di emergenza”. 

Zaia ha ricordato che “quando ci siamo accorti che il fenomeno stava diventando molto importante, abbiamo deciso di aprire tutti i bacini, nel corso della notte. È la prima volta che lo facciamo”, così “si è evitato un disastro”. “Non tutti i bacini dipendono dalla Regione, solo quelli più grandi sono di nostra competenza” ha sottolineato l’assessore alla protezione civile Gianpaolo Bottacin, aggiungendo che “la rete minore della Bassa Padovana è quasi al limite” e una parte è gestita dai consorzi di bonifica. 

I bacini di laminazione attualmente sono al 50% della loro capacità, la maggior parte (Trissino, Montebello, Orolo, Caldogno e Trissino) si trovano in provincia di Vicenza, a parte Colombaretta (Verona). Aperto anche l’ultimo inaugurato venti giorni fa, il ‘Diaz’. 

“I bollettini di allerta? Sono delle previsioni che come tali possono cambiare nel corso anche di poche ore, non sono certezze assolute”, ha risposto il presidente della Regione alle polemiche sugli avvisi emanati ieri dalla Protezione civile regionale del Veneto che segnalava dapprima uno stato di attenzione ‘giallo’ poi tramutatosi in ‘arancione’ solo in tarda serata, circostanza che per molti avrebbe portato a una sottovalutazione della gravità del fenomeno. Per i critici bisognava emanare subito lo stato d’allerta ‘arancione’ già dal primo pomeriggio di ieri e non aspettare ore dopo. 

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