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L’inglese salva la vita: ecco perché

Frasi e parole da usare durante un’operazione

26 Aprile 2021

Al giorno d’oggi, l’inglese è la lingua della comunicazione professionale, in tutti gli ambiti. Non fa eccezione il settore medico, che soprattutto negli ultimi decenni è diventata lo strumento di comunicazione standard.

Avere una buona conoscenza dell’inglese è fondamentale per essere aggiornati sui progressi della ricerca: se non la si conosce, diviene molto difficoltoso partecipare a congressi e conferenze internazionali o leggere le principali riviste di settore, come The Lancet, The New England Journal of Medicine, il Journal of American Medical Association e il British Medical Journal.

 

Qualsiasi medico che ambisca a fare una carriera fuori dall’Italia deve parlare bene l’inglese, ma la competenza linguistica è sempre più fondamentale anche all’interno dei confini nazionali, per potersi prendere cura nel migliore dei modi dei molti pazienti stranieri che la globalizzazione e le eccellenze della sanità italiana richiamano nel nostro paese.

Il medical English si compone di un gran numero di termini specifici: molti di essi sono di origine greca e latina, quindi abbastanza simili ai corrispondenti in italiano, ma occorre fare attenzione ai falsi friends!

 

L’utilizzo dei termini corretti è essenziale per non rischiare conseguenze anche gravi sulla salute dei pazienti, e questo è tanto più vero durante un’operazione, momento in cui velocità e precisione sono ovviamente fondamentali. Vediamo quindi un riassunto dei principali termini utilizzati in questo contesto, per poi prendere in esame alcune frasi tipiche della sala operatoria.

 

Prima di tutto, l’operazione (surgery) può essere programmata (planned) o eseguita in urgenza (emergency surgery), quest’ultima è frequente soprattutto nell’A&E department, Accidents and Emergency (reparto di pronto soccorso) dell’ospedale.

Di solito il paziente viene portato di corsa nella sala operatoria (operating room) dove i medici eseguono l’intervento. Prima di iniziare, devono pulirsi (to scrub up) e assicurarsi che gli strumenti e le attrezzature utilizzate siano sterili (sterile). Se necessario, devono predisporre drenaggi (drains) per rimuovere il sangue dalle ferite. Al termine dell’intervento, viene applicata una sutura (suture) il paziente viene portato in rianimazione (recovery room) dove vengono monitorati i suoi parametri vitali.

 

Prima di qualsiasi intervento, l’anestesista (anesthesiologist) somministra un farmaco (drug) per sopprimere la sensazione di dolore, normalmente utilizzando una siringa (syringe). In primo luogo, il medico disinfetta la pelle dei pazienti con un tampone (swab) imbevuto di alcol, quindi aspira (to aspirate) la quantità necessaria di liquido e la inietta nella parte del corpo su cui il chirurgo opererà.

 

Sicuramente ciascun chirurgo, a seconda della propria specializzazione, dovrà conoscere i propri vocaboli specifici, ma ciò che li accomuna tutti è la speranza di poter dire, al termine dell’operazione: «I am glad to inform you that the surgery went well».

 

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Con il contributo di Wall Street English

(ph: Shutterstock)

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