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Dal mondo

Legionella: 11 casi in Argentina

In corso attività di sorveglianza OMS nella struttura sanitaria colpita

5 Settembre 2022

Si aggrava il bilancio del focolaio di polmoniti bilaterali registrato in Argentina, in una struttura sanitaria di San Miguel de Tucumán, e per il quale – come confermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – è stata individuata come causa il batterio della Legionella.

 

Degli 11 casi gravi rilevati al 3 settembre scorso (a quella data i decessi erano già 4), 8 sono operatori sanitari della clinica, 3 sono pazienti. L’agenzia Onu per la salute fa il punto sul cluster di infezioni e raccomanda di continuare con le analisi di laboratorio, l’identificazione dei casi e l’assistenza clinica, il tracciamento dei contatti, le indagini per identificare la fonte o le fonti del contagio, l’attuazione di misure per prevenire ulteriori infezioni e il miglioramento delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni.

Queste misure, fa notare l’OMS, «nelle strutture sanitarie sono state migliorate durante la pandemia di Covid e dovrebbero essere rafforzate per prevenire la trasmissione associata all’assistenza sanitaria. Le precauzioni raccomandate per il Covid dovrebbero continuare ad essere seguite». Non vengono invece raccomandate – precisa l’agenzia – misure «diverse specifiche per i viaggiatori. In caso di sintomi indicativi di malattie respiratorie durante o dopo il viaggio, i viaggiatori sono incoraggiati a rivolgersi a un medico e a condividere la propria storia di spostamenti con il proprio medico. L’Oms sconsiglia l’applicazione di qualsiasi restrizione di viaggio o commerciale in Argentina sulla base delle attuali informazioni disponibili su questo focolaio».

 

Tutti i casi presentavano polmonite, febbre, dolori difficoltà a respirare. I sintomi sono stati segnalati tra il 18 e il 25 agosto 2022 e i casi sono appunto epidemiologicamente collegati alla struttura sanitaria, riferisce l’OMS. Ora le autorità sanitarie locali stanno coordinando le attività di indagine del cluster, la ricerca attiva dei casi per identificare ulteriori infezioni, la tracciabilità dei contatti e le attività di salute pubblica per limitare l’ulteriore diffusione. L’OMS è stata informata delle prime infezioni dal ministero della Salute argentino il 29 agosto. Nei giorni successivi i casi sono andati crescendo e così i decessi.

Età media delle persone colpite dal batterio: 45 anni. Sette sono uomini e 10 casi su 11 presentavano patologie di base o fattori di rischio per malattie gravi. I contatti dei casi sono in fase di follow-up e, ad oggi, nessuno ha sviluppato sintomi. Non sono stati identificati casi secondari.

 

Quando la legionella spp è stata identificata come eziologia del focolaio sono state rafforzate e avviate misure di salute pubblica. Dalla valutazione del rischio e sospensione delle attività sanitarie nella struttura sanitaria all’isolamento dei casi e l’avvio di indagini. Con il supporto delle autorità sanitarie nazionali, è in corso la raccolta di campioni ambientali per definire la fonte di contaminazione e attuare urgentemente misure di prevenzione e controllo.

L’Organizzazione Panamericana della Sanità (Paho/OMS) sta fornendo supporto tecnico per l’indagine sull’epidemia. Quanto alla valutazione del rischio, l’OMS spiega che «in Argentina sono già stati segnalati focolai sporadici di polmonite da legionellosi. Sono in corso solide attività di sorveglianza nella struttura sanitaria colpita. Tuttavia, in assenza di una fonte identificata di batteri della Legionella, il rischio di sviluppare Legionellosi per le persone che lavorano o ricoverate presso la stessa struttura sanitaria è attualmente moderato».

 

Fonte: Adnkronos Salute

(ph: Shutterstock)

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