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Vivere sani

Le malattie cardiovascolari

Tutte queste patologie hanno un comune denominatore costituito dalle lesioni vascolari aterosclerotiche

28 Settembre 2020

La principale causa di morbilità e mortalità della popolazione è costituita dalle Malattie Cardiovascolari.
Il termine comprende numerose differenti patologie che possono colpire cuore (angina, infarto, scompenso, aritmie), cervello (ischemie transitorie, ictus ischemico o emorragico), aorta e grossi vasi (aneurismi, stenosi, trombosi), ma anche organi come i reni (insufficienza renale). Tutte queste patologie hanno un comune denominatore costituito dalle lesioni vascolari aterosclerotiche.

 

L’aterosclerosi consiste in un’alterazione progressiva delle arterie che prende origine dalla deposizione di lipidi negli strati della parete vascolare fino alla formazione di depositi organizzati sotto forma di vere placche lipidiche che, a loro volta, possono ulcerarsi, attivare la deposizione di aggregati di piastrine con formazione di trombi e conseguente distacco di emboli. Questo innesca un processo infiammatorio che evolve nel progressivo ispessimento della parete vascolare con riduzione del lume del vaso fino anche alla sua chiusura completa. Nelle arterie di maggior calibro le lesioni possono causare lo sfiancamento della parete che si può dilatare fino alla formazione di un aneurisma o alla rottura. Tutto ciò determina una riduzione della circolazione del sangue e quindi dell’apporto di ossigeno ai vari organi e tessuti che innesca lo sviluppo delle varie patologie.

 

Lo sviluppo della malattia aterosclerotica è la conseguenza dell’azione prolungata di vari elementi noti come fattori di rischio cardiovascolare. Sono condizioni derivanti da abitudini e stili di vita, fattori ambientali e biologici che, se presenti in un soggetto, aumentano la probabilità di ammalare in un certo periodo di tempo.
Alcuni di questi fattori non sono modificabili (età, sesso, familiarità, storia pregressa), ma altri sono modificabili in misura parziale o completa (fumo, ipertensione, dislipidemia, diabete, sovrappeso e obesità, sedentarietà, scarso consumo di frutta e verdura, infiammazione, consumo di alcool, fattori psico-sociali) mediante opportune correzioni dell’alimentazione e dello stile di vita ed appropriata terapia medica. Oltre il 90% degli eventi patologici avviene in pazienti con almeno un fattore di rischio. L’effetto aumenta in maniera esponenziale quando sono presenti contemporaneamente più fattori.

 

I cinque principali (dislipidemia, diabete, ipertensione, obesità e fumo) sono responsabili di oltre la metà della mortalità cardiovascolare. L’ipertensione arteriosa è un fattore di rischio maggiore per tutte le età ed entrambi i sessi, l’obesità e l’aumento di peso spesso associati all’inattività fisica promuovono o aggravano tutti i fattori di rischio di aterosclerosi, il fumo provoca un’aumentata incidenza di infarto cardiaco (più marcato nelle femmine). I soggetti diabetici, oltre al fattore di rischio rappresentato dal diabete di per sé, hanno numerosi altri fattori di rischio aterosclerotico che comprendono ipertensione, obesità, aumento di Colesterolo, Trigliceridi, Fibrinogeno.

 

È necessario sottolineare una criticità di fondo: nella maggioranza dei casi i vari fattori di rischio agiscono subdolamente, decorrono asintomatici, non si manifestano con episodi acuti, non provocano dolore fisico, non richiedono ricorso urgente alle cure mediche, anzi spesso sono associati ad abitudini alimentari o comportamenti assimilabili ai cosiddetti “piaceri della vita”.

 

Una problematica così importante con implicazioni gravi ed altamente invalidanti e con ricadute sociali, economiche, assistenziali enormi deve essere affrontata e contrastata con ogni mezzo, a partire dalla programmazione dei Piani Sanitari generali fino a scendere nelle azioni giornaliere di ciascuno. È possibile fare un’attiva politica di prevenzione che può essere di primo livello quando impostata nei soggetti sani, privi di fattori di rischio, per mettere in atto tutte le misure di tipo comportamentale, alimentare e diagnostico atte ad evitarne lo sviluppo oppure di secondo livello, in presenza di fattori di rischio ma ancora senza sviluppo di alcuna patologia, per correggere i comportamenti sbagliati ed istituire un adeguato stile di vita.

 

L’educazione sanitaria (a tutte le età ed a tutti i livelli) è fondamentale: informazione, consapevolezza, impegno, risultato. Una prestigiosa Associazione Scientifica, l’American Heart Association, ha elaborato i “sette comportamenti ideali per la promozione della salute”:

  • non fumare
  • fare attività fisica
  • avere una normale pressione del sangue
  • avere un normale livello glicemico
  • avere un normale livello di colesterolo
  • avere un normale peso corporeo
  • seguire un’alimentazione corretta

Sembra facile, ma non lo è. Comunque, con un po’ di buona volontà, ciascuno ce la può fare.

Stefano Chiaramonte
Nefrologo, responsabile del progetto rischio cardiovascolare

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