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Focus Veneto

IOV: apre il nuovo Hospice a Castelfranco Veneto

Il DG Roberti: «Nella medicina dei tumori le cure palliative hanno un ruolo fondamentale»

24 Dicembre 2020

La prossima settimana apre nella sede di Castelfranco Veneto il nuovo Hospice dell’Istituto oncologico Veneto IRCCS. La struttura, dotata di sei posti letto, accoglierà i pazienti in fase avanzata di malattia oncologica. «La medicina palliativa è la disciplina medica che cura la sofferenza causata da gravi malattie – spiega il direttore generale, Giorgio Roberti – e l’Hospice è la sede dove pazienti sofferenti e non in grado di essere adeguatamente assistiti al domicilio possono ricevere cure palliative adeguate alle loro necessità. Nella medicina dei tumori le cure palliative, integrate con le cure dirette alle neoplasie, hanno un ruolo fondamentale, riconosciuto e sostenuto dallo IOV nel suo farsi carico dei pazienti. La costituzione di un Hospice oncologico all’interno delle strutture di cura di IOV completa gli ambiti dove sono effettuate cure palliative nell’Istituto, e ne definisce ulteriormente la sua vocazione di centro avanzato e di rilevanza nazionale ed internazionale dedicato alla cura e ricerca dei tumori». Alla guida della nuova struttura c’è il dottor Fabio Formaglio, direttore dell’Unità Operativa Complessa “Terapia del Dolore e Cure Palliative” IOV IRCCS.

 

L’Hospice IOV è stato concepito come struttura interna all’ospedale, comunicante ed in grado di recepire le richieste provenienti dai reparti di cura di IOV e dal suo ambulatorio di cure palliative, garantendo un’effettiva continuità del percorso di cura dei pazienti quando le terapie antitumorali non sono più indicate, ma anche per il paziente oncologico avanzato con bisogni di cure palliative proveniente da altri centri oncologici e/o dal territorio. «L’inserimento dell’Hospice IOV in una struttura ospedaliera – dichiara il dottor Fabio Formaglio –caratteristica molto rara in regione Veneto, garantisce cure mediche specialistiche complete e nei tempi rapidi di un ospedale, e gli operatori dell’Hospice IOV sono gli stessi della clinica di Terapia del Dolore e Cure Palliative dell’Istituto, specificamente formati per le cure palliative nell’oncologia».

 

Stanze di degenza ariose e moderne assicurano momenti di intimità; mentre la sala comune, con una grande vetrata affacciata sul verde, funge da luogo d’incontro. «L’obiettivo non è solo trattare i sintomi fisici provocati dal tumore – aggiunge il direttore sanitario, Maria Giuseppina Bonavina – ma cercare di dare serenità e sollievo a chi sta affrontando l’ultima parte della vita. La terapia non è fatta solo di farmaci, ma anche di umana sollecitudine, rispetto delle scelte, sostegno alla famiglia e, perché no, anche un po’ di comodità e di comfort. Per questo abbiamo cercato di rendere l’Hospice accogliente. Il traguardo è accompagnare nel migliore dei modi i malati che non hanno più possibilità di guarigione e, per questo, ci vuole grande forza e attenzione. Anche per chi resta, vivere bene questo momento permette di andare avanti con uno spirito diverso».

 

Nella sistemazione degli ambienti è stato dato grande risalto a tutti gli elementi in grado di trasmettere il calore e l’accoglienza necessari all’assistenza dei pazienti sofferenti. Questi sentimenti si riflettono nell’approccio al paziente ed ai suoi cari dei medici, infermieri, operatori socio sanitari, psicologa e volontari per l’assistenza presenti nell’Hospice. La struttura si inserisce nella rete degli Hospice e delle Cure Palliative Domiciliari della regione Veneto, dedicate al paziente con sofferenza per malattia tumorale in progressione ed in cui sono conclusi i trattamenti sulla patologia primaria. Molti pazienti sono residenti nelle provincie di Padova e Treviso, per questo motivo sono state organizzate modalità rapide ed efficienti per la comunicazione delle informazioni necessarie alle cure tra l’unità di Cure Palliative IOV ed i Nuclei di Cure Palliative distrettuali. Del reparto di Cure Palliative IOV fanno parte infermiere case manager dedicate al supporto dei pazienti nel loro percorso di inserimento nella rete di cure palliative ed a garanzia della efficacia del passaggio alle cure extra ospedaliere.

 

«La progettazione ed organizzazione dell’Hospice IOV ha richiesto molto impegno – continua Formaglio –, ripagato dalla grande soddisfazione di avere creato una struttura a suo modo unica, come anche riconosciuto dagli enti certificatori di qualità medica, e che sappiamo sarà un grande aiuto ai nostri assistiti, la cui buona salute è il più grande valore prodotto dal nostro lavoro».

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