Pensiamo alle difese immunitarie quasi sempre nello stesso momento: quando in ufficio comincia il primo raffreddore, o quando ci sentiamo giù di tono e stanchi senza un motivo preciso. Scatta allora la corsa in farmacia, alla ricerca di qualcosa che ci rimetta in forze. Eppure il sistema immunitario non aspetta l’autunno per entrare in azione: lavora ogni giorno dell’anno, anche adesso.
Per orientarci serve prima di tutto conoscere la funzione del sistema immunitario e il lavoro continuo che svolge, anche quando ci sentiamo in perfetta forma. Solo così si capisce dove un supporto nutrizionale abbia senso e dove, invece, rischi di essere superfluo. La vitamina C e la vitamina D partecipano entrambe a questo lavoro, ma arrivano allo stesso obiettivo da strade diverse, con fonti e modalità d’uso che conviene distinguere.
Le difese non cominciano con la stagione dei raffreddori
Il sistema immunitario funziona continuamente: parliamo di un insieme di barriere, cellule e risposte che opera senza sosta, giorno e notte, per tenerci in equilibrio con l’ambiente che ci circonda.
Un lavoro così continuo ha bisogno di carburante, cioè di energia e di micronutrienti che permettano alle normali funzioni di procedere. Quando l’alimentazione è varia e l’apporto risulta adeguato, assumere quantità sempre maggiori di vitamine non dà una protezione superiore. Il corpo prende ciò che gli serve e il resto, in molti casi, lo elimina. Gli integratori, tuttavia, vengono usati soprattutto quando devono completare un apporto che risulta insufficiente, o rispondere a un’esigenza.
Oltre a questo, come vedremo, al sistema immunitario serve anche il nostro aiuto, con abitudini sane che sono positive per il benessere generale: il sonno di qualità, un’alimentazione equilibrata, un po’ di movimento, la gestione dello stress e il tempo trascorso all’aria aperta contano molto più di quanto immaginiamo.
Vitamina C e vitamina D arrivano allo stesso tema da strade diverse
Veniamo ai due nomi che ricorrono più spesso quando si parla di difese, la vitamina C e la vitamina D. Sono diverse: la prima è molto importante per un buon funzionamento del sistema immunitario, protegge le cellule dallo stress ossidativo e riduce quella tipica sensazione di stanchezza e affaticamento che talvolta ci trasciniamo a lungo.
La troviamo in tanti alimenti della nostra tavola, dagli agrumi ai kiwi, dalle fragole ai peperoni fino a diverse verdure. Un piatto colorato, spesso, ne fornisce già una buona dose. Attenzione però a non chiederle troppo: la vitamina C non previene il raffreddore, l’influenza o altre infezioni.
L’alimentazione fornisce invece quantità più limitate di vitamina D, e il nostro organismo la produce soprattutto attraverso l’esposizione alla luce solare. Oltre a partecipare alla normale funzione immunitaria, è altrettanto importante per il mantenimento di ossa e muscoli e per il normale assorbimento di calcio e fosforo. In ogni caso, una reale carenza si valuta insieme al professionista sanitario e, quando indicato, attraverso gli esami del sangue.
Prima di scegliere cosa assumere, bisogna capire cosa può mancare
Capita spesso di leggere i propri malesseri come una diagnosi già scritta. Ci sentiamo stanchi, stressati, ci ammaliamo un paio di volte di fila, e concludiamo che ci manca la vitamina D o che serve un multivitaminico. Non abbiamo però considerato che stanchezza, stress e malesseri frequenti sono segnali generici, che da soli non identificano alcuna carenza specifica e non bastano a decidere in autonomia cosa assumere.
Esistono però situazioni in cui guardare con più attenzione al proprio apporto nutrizionale ha senso. Un’alimentazione poco varia o restrittiva, una scarsa esposizione alla luce del sole, un periodo particolarmente intenso e faticoso, l’età avanzata, alcune condizioni che interferiscono con l’assorbimento dei nutrienti, oppure un’esigenza segnalata dal medico.
Le difese si sostengono anche fuori dalla confezione
Naturalmente dobbiamo ricordare di sostenere le nostre difese anche con una corretta alimentazione: dormire a sufficienza, prevedere del tempo all’aperto, ritagliarci dei momenti per noi, ricordando che gli integratori sono un supporto mirato, utile quando qualcosa manca davvero, e non come “scorciatoia” per provare a rimettere in pari una routine sbilanciata.
Due accortezze ci aiutano a fare chiarezza. La prima riguarda le sovrapposizioni: capita di assumere lo stesso nutriente attraverso prodotti diversi senza accorgersene, magari un multivitaminico e un integratore singolo che contengono entrambi vitamina D, per cui controllare le etichette evita di esagerare senza volerlo.
La seconda è semplice ma spesso trascurata: rispettare sempre le quantità e le modalità d’uso riportate sulla confezione. Il parere del medico o del farmacista resta prezioso in presenza di terapie, patologie, gravidanza, allattamento o sospetta carenza di vitamina D.
Sul mercato, oggi, la scelta è ampia. Matt — marchio italiano del Gruppo A&D S.p.A., distribuito in supermercati, ipermercati e drugstore — propone formulazioni con vitamina C e vitamina D in formati diversi, dalle compresse masticabili alle soluzioni più pratiche da portare con sé, pensate per sostenere il sistema immunitario nella routine quotidiana.
(ph: Pexels)




