Logo Lidl Italia
La salute nel piatto

Halloween, una festa che rievoca tradizioni da Nord a Sud Italia

La ricorrenza più attesa tra i giovani si avvicina. E per l'occasione proponiamo qualche piatto a base di zucca

31 Ottobre 2021

Non è certo una sorpresa che Halloween sia una delle feste più amate dell’anno, soprattutto negli Stati Uniti: fare il pieno di adrenalina in una casa infestata dai fantasmi, intagliare zucche alla luce di un falò e mangiare quantità industriali di dolci in una sola volta sono solo alcuni degli aspetti divertenti di questa festività autunnale.

 

Poco alla volta anche nel nostro Paese la zucca di Hallowen ha preso piede, richiamando tradizioni rintracciabili da Sud a Nord. Zucche, questua, offerte di cibo e filastrocche recitate alla vigilia di Ognissanti compaiono infatti anche nella tradizione popolare di molte regioni.

Perché i Celti avessero fissato il Capodanno nel cuore dell’autunno, è da ricollegarsi, secondo gli antropologi, agli antichi culti agrari che essi celebravano sul finire di ottobre, proprio quando il grano, appena seminato, penetrato nel cuore profondo della terra, cominciava lentamente a germinare. Fin dalle più remote antichità, in ogni popolo, il giorno dei morti è stato sempre venerato dai viventi in una sorta di comunione spirituale con l’aldilà. Nella
cultura popolare, l’assistenza ai defunti è considerata indispensabile, perché da essi  ̶  non sembri un paradosso  ̶  nasce la vita, come dai semi nasce il frumento.

 

Perciò, nella ricorrenza del 2 novembre, non si è rattristati, e si adornano i sepolcri di candele e di fiori, soprattutto di crisantemi, il fiore emblematico dell’autunno, simbolo di solarità, cantato da Gabriele D’Annunzio, in un suo celebre romanzo, come fiore degno dei salotti, perché luminoso: luminosità evocata anche dal suo nome, che deriva dal greco chrysòs (oro), e anthèmon (fiorente).

Le ricorrenze festive dei Santi e dei morti, collocate insieme nel calendario, come è facile osservare, si sovrappongono sia nei riti sia nei comportamenti umani. La cristianizzazione dei culti celtici del Capodanno avvenne per opera della chiesa franca, che istituì non solo la festività dei Santi, ma anche la commemorazione dei defunti. Fu Odilone di Cluny a ordinare ai cenobi, nel 988, di celebrare il sacro ufficio ai morti, a partire dal vespro del 1° novembre; mentre il giorno seguente i sacerdoti avrebbero offerto l’Eucarestia in requiem a tutti i defunti.

 

Il sacro rito si diffuse poi, mano a mano, nel resto dell’Europa, ma a Roma giunse soltanto nel XIV secolo. Che la ricorrenza dei defunti sia il residuo di una festa di Capodanno si coglie nella credenza, ancora oggi molto diffusa in
diverse regioni d’Italia, secondo cui i morti ritornano a casa una volta l’anno, per mangiare il cibo preparato per loro dai vivi.

In Val d’Ossola (Piemonte), dopo la cena di rito, le famiglie lasciavano le case vuote e la tavola imbandita, perché gli spiriti dei trapassati potessero ristorarsi in pace. Stessa usanza in Sardegna dove, in più, i bambini facevano il giro del paese bussando alle porte e sussurrando «morti, morti…» per avere in cambio dolci e frutta secca. Anche in Romagna i mendicanti elemosinavano di casa in casa le “offerte per i morti”. Ancora oggi in Sicilia si preparano dolci per i bambini, dicendo loro che sono regali portati dall’aldilà. L’usanza della zucca svuotata è praticata a Bormio dove, la notte del 2 novembre, era posta ricolma di vino davanti alla finestra per dissetare i defunti. In Veneto si trasformava in lanterna, o “lumera”, dove la candela simboleggiava la resurrezione delle anime. In Puglia si festeggia ancora con zucche decorate, dette “cocce priatorje”, con falò agli incroci e nelle piazze e offerte di cibo agli angoli delle strade. In alcune località abruzzesi, infine, è viva l’usanza delle zucche decorate e della questua dei giovani del paese. Proprio come… a New York.

 

LA NOSTRA RICETTA A BASE DI ZUCCA

Già il nome, vellutata, mette di buon umore e rimanda all’idea della coccola. Probabilmente non esiste comfort food più amato in autunno. Che ne dite?

 

La vellutata non è un semplice passato di verdure perché ha la caratteristica di essere molto morbida al palato. Può essere preparata con ogni tipo di ortaggio che in genere viene cotto nel brodo vegetale e poi frullato. Molti aggiungono sempre una patata per dare alla vellutata più cremosità, ma in realtà l’ingrediente che rende davvero unica una vellutata è la panna fresca, che aggiunta in piccole quantità conferisce rotondità al gusto e morbidezza alla consistenza.

* Forse non sapevi… la differenza tra zuppa e vellutata!

Vellutata di zucca classica
Per prepararla dovete per prima cosa soffriggere a fuoco lento un po’ di cipolla o di scalogno e poi aggiungere la polpa di 1 kg di zucca pulita e tagliata a pezzettini per farla rosolare qualche minuto. Aggiungete poi il brodo vegetale fin a coprire al zucca a filo e lasciate cuocere per 15-20 minuti a fuoco basso. Aggiungete poi due-tre cucchiai di panna fresca, degli aromi come pepe e noce moscata e salate. Frullate tutto e servite con crostini di pane abbrustolito o semi vari e un filo di olio EVO. Non aggiungete parmigiano, ma un cucchiaio di panna acida.

 

Speziata
Alla classica vellutata potete aggiungere delle spezie molto profumate come la cannella, la paprika e lo zenzero. Nell’ultimo caso grattugiatelo fresco e aggiungetelo a fin cottura. Darà una nota leggermente pungente e piccante alla vostra vellutata.

 

Con le mele
Una vellutata dal retrogusto dolce che piacerà molto anche ai bambini. Si prepara con 400 gr di zucca e due mele golden o renette che potete anche cuocere direttamente con la buccia, una volta private del torsolo.

 

Con i porri
Al posto dello scalogno o della cipolla soffriggete, o meglio stufate, un porro tagliato sottilmente e poi cuocetelo con la zucca e il brodo. Per una nota di gusto croccante servire questa vellutata con del porro fritto o del bacon alla piastra.

 

Con le castagne
Un piatto che più autunnale non si può. Cuocete insieme alla zucca anche delle castagne sbucciate e tagliate a pezzettini. A parte sbollentate delle castagne o cuocetele in forno e utilizzatele come decorazione. Potete aromatizzare e colorare questa vellutata anche con un pizzico di zafferano.

(ph: Shutterstock)

Nicolo' Muraro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *