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Focus Veneto

Halloween, Coldiretti: «Festeggiamenti a casa.+15% di zucche Made in Italy»

In Veneto prodotti 60mila quintali

31 Ottobre 2020

Metà delle zucche coltivate in Veneto (60 mila quintali) proviene dal Polesine, che con Padova, Venezia e Verona porta la produzione regionale subito dopo i primati di Lombardia ed Emilia Romagna. In Italia sono 2mila gli ettari totali dedicati. Lo afferma lo studio di Coldiretti diffuso in occasione del week end dedicato all’ortaggio di stagione che trionfa su orti e tavole imbandite,  in cucina e nei piatti, ma anche come decoro.

 

Quest’anno l’emergenza Covid, che azzera feste e assembramenti, sposta Halloween tra le mura domestiche dove diventa protagonista la zucca per realizzare le mostruose sculture da esporre dalle finestre a vicini e amici ma anche per gustare i prelibati menù con l’ortaggio più grande del mondo. È quanto afferma la Coldiretti che per aiutare grandi e piccini a trascorrere il fine settimana in maniera comunque divertente e sicura in famiglia ha programmato iniziative in molti agriturismi e nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica (elenco su www.campagnamica.it).

 

 

«Dalla padella all’intaglio per realizzare il caratteristico simbolo delle streghe – sottolinea la Coldiretti – si è registrato un boom di richieste nei mercati e tra gli agriturismi pronti ad effettuare anche consegne di pasti e cene a domicilio per accaparrarsi in tempo l’ortaggio più grande del mondo con le produzioni aumentate in quantità del 15%, nonostante le anomalie climatiche che hanno portato a perdite in alcuni territori. Il prezzo medio al dettaglio sul territorio nazionale va da 1,50 a 2 euro con una crescita negli ultimi giorni, mentre ai produttori agricoli – sottolinea la Coldiretti – vengono pagate fra 30 e 60 centesimi al chilo. Il consiglio della Coldiretti è di acquistare le zucche direttamente dagli agricoltori per assicurarsi un prodotto Made in Italy ma anche per sostenere l’economia e l’occupazione locale in un momento difficile per il Paese».

 

«La legge impone oggi di indicare l’origine sulle zucche fresche intere, ma non su quelle tagliate, né su quelle trasformate, né sui classici semi di zucca. Così – avverte Coldiretti – aumenta il rischio di portare a tavola zucche provenienti da Paesi dove non vigono le stesse regole sull’uso di pesticidi, come nel caso dell’Egitto e della Tunisia, tra i principali esportatori in Italia assieme al Portogallo.  Nel 2019 l’Italia ha importato circa 8,6 milioni di chili di zucca, ma nei primi 7 mesi del 2020 le importazioni sono aumentate del 42%, trascinate anche dall’effetto lockdown, con aumento delle preparazioni casalinghe. Purtroppo – continua la Coldiretti – l’emergenza Coronavirus ha portato all’annullamento di sagre e fiere legate alle zucche che rappresentavano l’occasione per acquistare direttamente dai produttori zucche di tutte le dimensioni e varietà, comprese quelle non commestibili per usi ornamentali. Ma rimangono i mercati degli agricoltori di Campagna Amica con la propria rete di vendita diretta per acquistare il gigante degli ortaggi in filiera corta».​

(ph: Shutterstock)

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