Non accenna a diminuire il vizio del fumo tra i giovani e i molto giovani: oltre un ragazzo su 3 (37,5%) fra 14 e 17 anni ha infatti avuto già un contatto con il fumo di tabacco e quasi il 42% (41,5%) con la sigaretta elettronica. È quanto emerge dall’indagine condotta dall’Istituto superiore di sanità (ISS), in collaborazione con la Società Explora – centro di ricerca e analisi statistica di Padova – su un campione di 2.775 studenti di 14-17 anni frequentanti una scuola secondaria di secondo grado, presentata in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, che si celebra oggi.
Dall’indagine emerge che oltre la metà (52,5%) degli studenti ha iniziato a consumare tabacco o a utilizzare la sigaretta elettronica alle scuole superiori, sebbene il 47,5% abbia iniziato già prima, alle scuole elementari (4,1%) o alle scuole medie (43,4%). Il prodotto utilizzato per la prima volta è stato prevalentemente la sigaretta tradizionale (77,6%) ma c’è anche chi ha iniziato con la sigaretta elettronica (20,1%) o la sigaretta a tabacco riscaldato (2,3%). Questi ultimi dati – avvertono gli esperti ISS – destano particolare preoccupazione in quanto poco meno di uno studente su quattro 4 sperimenta per la prima volta proprio i prodotti immessi sul mercato nel corso degli ultimi anni e che dovrebbero avere come target di riferimento solamente i fumatori di sigarette tradizionali.
Tra i ragazzi di 14-17 anni che hanno invece dichiarato un consumo di sigarette tradizionali o prodotti alternativi, il 18,5% utilizza prevalentemente sigaretta elettronica con (9,4%) o senza (9,1%) nicotina, mentre il 16,3% utilizza prevalentemente sigarette a tabacco riscaldato. L’OMS, d’altro canto – sottolinea l’ISS – ricorda come i ragazzini che utilizzano le sigarette elettroniche hanno il doppio delle probabilità rispetto ai coetanei che non lo fanno di diventare fumatori di sigarette tradizionali nel corso della loro vita.
Tra i fumatori di sigarette tradizionali, il 26,3% fuma 10 o più sigarette al giorno e, tra questi, l’1,5% ne fuma più di 20; questi ultimi sono anche quelli che, rispetto ai coetanei, spendono più denaro senza il controllo dei genitori: infatti, se il 45,4% dei non fumatori dichiara di non spendere nulla senza il consenso di mamma e papà, tale percentuale scende al 12,3% tra i fumatori occasionali e all’11,5% tra i quelli abituali. Percentuali del tutto sovrapponibili si registrano tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche.
Inoltre, il consumo occasionale o abituale di tabacco tradizionale o di sigaretta elettronica è più frequentemente associato a comportamenti non salutari: il binge drinking, il consumo di cannabis o di nuove sostanze psicoattive sono infatti pratiche più frequenti tra i fumatori di sigarette tradizionali o utilizzatori di e-cig. Così, se l’1% dei non fumatori ha dichiarato di bere fino a perdere il controllo 3 o più volte nel corso del mese antecedente l’intervista, si sale al 7% tra i fumatori occasionali o abituali di sigarette tradizionali e a circa il 9% tra i consumatori di sigarette elettroniche. Similmente, l’1,1% dei non fumatori e il 2,2% dei ragazzi che non utilizzano la e-cig ha dichiarato di consumare cannabis: tale percentuale sale ad oltre il 30% tra i fumatori o i consumatori di sigarette elettroniche, arrivando a toccare il 50% tra i fumatori abituali e il 37% tra gli utilizzatori abituali di sigarette elettroniche.
Il medesimo trend – si legge nel report ISS – si osserva tra i consumatori di nuove sostanze psicoattive (Nsp): il 3,2% dei fumatori occasionali e il 9,3% degli abituali, il 5,1% degli utilizzatori occasionali di sigaretta elettronica e il 15,2% degli utilizzatori abituali ne ha dichiarato il consumo, rispetto all’1% di chi non fuma o non svapa.
Fonte: Adnkronos Salute
(ph: Shutterstock)




