Logo Alperia
Approfondimenti

Giornata della salute della donna, dagli screening alla medicina di precisione

Ma le politiche di welfare non sempre facilitano il percorso del “prendersi cura” da parte della donna

22 Aprile 2024

Il 22 aprile si celebra in tutta Italia la Giornata della Salute della Donna, conosciuto anche come il giorno dei “Bollini Rosa”. Gli ospedali che aderiscono all’iniziativa di Onda per una intera settimana aprono le porte alle donne per screening mirati. È possibile controllare cosa viene offerto e dove, consultando i siti delle proprie Ulss.

Ma è anche, se non soprattutto, una giornata per ripensare come la donna nel percorso del benessere-salute venga ancora discriminata. E questo non solo nei Paesi in via di sviluppo dove anche l’accesso alle cure per una donna diventa un lusso. Sperimentazione, uso di farmaci, percorsi dedicati sono discriminanti e ancora oggi pesano sul processo di prevenzione e presa in carico.

Prendiamo la sperimentazione dei farmaci ad esempio. È ancora oggi di (quasi) esclusivo appannaggio maschile, quando è noto che i medicinali rispondono in modo diverso sulla base del genere (e di altre variabili).

Come sottolineato più volte sia dalla OMS sia dalle nostre Istituzioni, la salute della donna è una cartina di tornasole dell’intera società, è un bene primario della collettività, un percorso imprescindibile che abbiamo l’obbligo di imboccare. Le diseguaglianze di genere rappresentano un problema sociale che ha ricadute importanti sulla vita di tutte le persone, uomini e donne.

Le differenze di genere in farmacologia sono molto importanti e in parte attribuibili alla diversa biologia tra i due sessi: variazioni ormonali, peso, composizione corporea. Tanti i fattori che influenzano l’assorbimento, il metabolismo e l’eliminazione dei farmaci.

Eppure, non esiste una sperimentazione “in rosa”.

Giornate come questa dovrebbero avere sì il fine di accendere un riflettore sulle possibilità di prevenzione e di cura da parte dell’universo femminile, ma dovrebbero anche far accendere la lampadina della curiosità: il farmaco che una donna assume è un abito su misura o è stato costruito su un fisico che non ha le sue caratteristiche?

Come ha dichiarato in una intervista (Sole 24ore del 2022) Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, “Gli studi clinici dedicati al benessere femminile sono cresciuti a livello internazionale del 20 per cento negli ultimi 5 anni e 1300 miliardi di euro investiti nel mondo tra il 2021 e 2026 serviranno per rafforzare la medicina di precisione”.

Passi avanti, ma la strada è ancora lunga, soprattutto se analizziamo le politiche di welfare che non sempre facilitano il percorso del “prendersi cura” da parte della donna.

 

(ph: Shutterstock)

Daniela Boresi
Direttore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *