Gioco inclusivo: sono le differenze a renderlo tale

Avendo il maggior potenziale d'inclusività, non dovrebbe mai segnalarci le diversità

29 Novembre 2020 a cura di
Gioco inclusivo: sono le differenze a renderlo tale

Quando si parla d’inclusione, e più precisamente di Giochi inclusivi, diventa necessario chiarire alcune cose. Esiste un’importante differenza tra il parlare di giochi accessibili alle persone in situazione di svantaggio e parlare di giochi inclusivi.

 

Queste differenze sono state quelle che ci hanno fatto riflettere a lungo nel momento di disegnare i nostri giochi. Abbiamo centrato la nostra osservazione nei bambini che componevano i mal chiamati “gruppi omogenei”, chiarendo che ciascuno di loro possedeva delle singolarità particolari, pertanto abbiamo dovuto riconoscere l’eterogeneità dei gruppi. Possono avere la stessa età ma tutti sono diversi, aldilà di che ci sia una disabilità oppure no.

 

Ogni persona é unica, lo sappiamo, o crediamo di saperlo, ma sembra che all’ora di creare un giocattolo o ideare un gioco, la disabilità appare come qualcosa che ci disturba. Invece, è proprio in queste situazioni che la diversità deve scomparire, sì da permettere di trattare tutti allo stesso modo. Pertanto il gioco, che ha il maggiore potenziale inclusivo non dovrebbe mai segnalarci le differenze. Anzi, le differenze devono servire a organizzare l’inclusività.

 

I bambini si differenziano per i loro ritmi di apprendimento, stili cognitivi, contesto famigliare, motivazioni e interessi, cultura, contesto territoriale e per molti altri motivi che ci portano a dover flessibilizzare il sistema e far sì che le proposte di ogni indole, nel nostro caso del gioco, siano per tutti.

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Questa é la sfida inclusiva del Parco Giochi per non aumentare la separazione tra i diversi gruppi sociali. I nostri giochi non sono soltanto accessibili, ma hanno un’autonomia pedagogica che propone l’educazione alla cultura dell’inclusione.

Per far diventare un gioco inclusivo non dobbiamo centrare lo sguardo nelle differenze, ma dobbiamo cogliere l’uguaglianza nella diversità e in questo modo ci si rende conto che non abbiamo bisogno di fare giochi adattati, siamo noi che dobbiamo adattarci a giochi e giocattoli. Con questa visione l’inclusione arriva, e con lei la proposta dei giochi per tutti.

 

(ph: Facebook Inclusive Play Solutions)